Dopo anni di gloria e trofei al Manchester City, Kevin De Bruyne ha scelto il Napoli per mettersi alla prova in un contesto diverso, al di fuori della comfort zone. La sua prima stagione è stata però segnata da un grave infortunio. Quest’estate però, il belga si è rimesso in gioco. Lo ha fatto, riporta Il Mattino, con l’umiltà dell’ultimo arrivato, accettando panchine e cambiando il proprio raggio d’azione. Di seguito, ecco quanto raccontato.
“A luglio si è presentato in ritiro da Allegri con l’umiltà dell’ultimo arrivato, ha accettato le prime panchine una dopo l’altra mettendosi a disposizione nei minuti finali e contro Arsenal e Bologna ha arretrato perfino il suo raggio d’azione andando a fare il mediano davanti alla difesa. Sgobba, suda, si mette al servizio degli altri. Il mestiere del campione è soprattutto quello di dare l’esempio e Kevin di questi tempi è il manifesto della grandezza. Non ha bisogno di una piroetta sul pallone per prendersi la scena. Non deve dribblare anche il portiere per avere le chiavi della gloria, gli basta essere se stesso: un leader silenzioso al quale serve un amen per cambiare le sorti di una partita intera. Le sue visioni celestiali aprono autostrade in mezzo al campo lì dove altri non vedono nemmeno minuscoli spioncini”.

