Il paradosso del Napoli allegriano: è alla terza sconfitta consecutiva, eppure sembra in crescita. Nella partita di Champions contro l’Arsenal, nonostante il ko, sono arrivati dei buoni segnali. Ora però, questi non bastano più. Contro il Bologna servirà immediatamente voltare pagina. Ne parla l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.

“Massimiliano Allegri incassa la terza sconfitta consecutiva da allenatore del Napoli, eppure la sua squadra sembra in crescita. Ed è arrivata la seconda sconfitta di fila in casa in Champions, eredità dell’era Conte: mai il Napoli aveva perso due match di fila interni nella competizione. Una cosa è certa, non è più tempo di chiacchiere. Serve fare punti. Urgono le vittorie. Il Maradona ha apprezzato lo spirito della squadra, ha applaudito. Però è tempo di voltare pagina, anche per dare un calcio al pessimismo con cui la città si è approcciata a questa nuova era. È stata una notte di suggestioni, anche di tifosi speciali. Con Mertens al debutto come talent di Prime, Zola – il primo dieci post Diego – a bordocampo come opinionista e Raffaele Palladino, figlio di questa terra, spettatore interessato di una delle partite più attese di questo primo turno di Champions. Max ha perso di corto muso, altro scherzo del destino. Ma la sua squadra ha tenuto testa ai campioni d’Inghilterra e vicecampioni d’Europa, con cuore, organizzazione e coraggio. Segnali positivi, che si aggiungono a quelli già visti al Meazza contro l’Inter. Ora, però, serve svoltare: vincere, nulla più. Col Bologna, in questo senso, sembra già una gara che può indirizzare molto il futuro del Napoli”.