Quali sono i segreti dell’Arsenal? La squadra di Arteta si è contraddistinta in questi anni per essere una delle più riconoscibili del calcio degli ultimi anni, avendo a disposizione calciatori di assoluto livello come Declan Rice e soluzioni importanti come quelle su palla inattiva. Ne parla l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.
“I giocatori alfa dell’Arsenal sono tre: Declan Rice, Martin Odegaard e Kai Havertz. La buona notizia è che qualcuno potrebbe restare fuori per turnover e chissà che non tocchi a uno del favoloso trio. Rice è il regista-mediano che sostiene il centrocampo e permette a Odegaard di danzare sulla trequarti. Hanno vissuto insieme più di 100 partite (121), la loro connessione è profonda. Gilmour e Lobotka saranno chiamati a spezzare questo filo biancorosso, che ha spesso il punto d’approdo in Kai Havertz, il più anomalo dei centravanti, una prima punta a scomparsa. Havertz non bivacca in area, ci arriva di corsa, dopo essersi defilato. Sarebbe tutto più semplice se la sua postazione fosse occupata da Gyokeres, attaccante classico, “leggibile” dai difensori, laddove Havertz porta fuori quadro i suoi controllori. I calci d’angolo sono l’arma letale dell’Arsenal. Nella scorsa stagione, Arteta e i suoi collaboratori hanno spremuto 25 gol dalla bandierina, 19 dei quali in Premier. La critica inglese l’ha ribattezzata la tattica del “vortice”. I giocatori fanno massa critica nell’area piccola o poco fuori; si producono in blocchi – cosa non consentita dal regolamento, ma tant’è – e in corse “fake”, false, in zone dove non spioverà il pallone; prendono posizionitali per cui i difensori non vedono contemporaneamente la palla e l’avversario diretto o di zona; disturbano il portiere. Un sistema complesso, al limite della legge, però spesso l’hanno fatta franca. Gabriel, il difensore brasiliano, è forse il colpitore più pericoloso”.

