Andrea Marinozzi, telecronista, ha commentato un episodio di Napoli-Como sul suo canale YouTube, sottolineando uno degli aspetti più richiesti da Massimiliano Allegri: pazienza. Un aspetto che ha portato gli azzurri a sfilacciarsi nel corso della partita poi persa contro i lariani per 1-2. Qui, pone l’accento su come questo principio possa portare a delle problematiche durante la stagione. Di seguito, ecco quanto da lui raccontato.
“Vorrei concentrarmi su una parola che ripete spesso Allegri, un mantra della sua carriera espresso non solo a Napoli: pazienza. Il mister si concentra su questa parola perché ogni sua squadra ne ha bisogno in maniera estrema. Conosciamo la sua idea di gioco, e in moltissimi momenti della partita, specie contro squadre di palleggio contro il Como, il Napoli deve abbassarsi e aspettare, facendo densità, magari dando l’impressione di farci dominare e con mezza opportunità facciamo gol. Ma non è semplice trasmetterla ad un gruppo non abituato, o in determinate partite. È già successo l’anno scorso con il Milan, in cui ha sofferto contro le medio piccole. Contro i lariani, il Napoli nel seguire questi concetti si è allungato. Ci vorrà del tempo in ogni caso. Dopo un palleggio prolungato degli uomini di Fabregas, gli azzurri decidono di andare a pressare: Lobotka e Anguissa si guardano, dopo questo possesso sono stufi, hanno perso pazienza e vanno a pressare su Ramon. Lo slovacco dà l’ok al camerunese, e lui rimane su Nico Paz. Lo fanno, ma il Como trova facilmente l’uomo libero: Da Cunha. Perché ci sono 5 giocatori che provano a pressare e 5 schiacciati che attendono. Alcuni che si stufano e provano a recuperare, altri che si abbassano. Politano è vicino a Da Cunha, il comasco fa un movimento lungo-corto, così l’ex Sassuolo si è allineato a Di Lorenzo. Così non si recupera la palla, l’avversario con un passaggio semplice guadagna campo e attacca centrale. È un aspetto che deve migliorare: o tutti finiscono per pressare, cosa che Allegri ha proposto a volte, oppure deve esserci un pensiero comune. Anche con squadre medio-piccole, bisognerà accettare dei momenti in cui non avere la palla. Devi essere compatto e colpire in ripartenza. Queste sono arrivate, ma il Como non ha difeso bene in blocco basso”.

