Bruno Giordano, ex calciatore, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Tra gli argomenti, si è parlato anche dei suoi trascorsi a Napoli, del suo rapporto con Maradona e della vicenda dell’ammutinamento nei confronti dell’allora allenatore Ottavio Bianchi. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.

Si comincia sempre da lì: «il calciatore italiano più forte con cui abbia giocato». Lo disse Maradona di Giordano.
«Mentre lui è stato il più grande di tutti i tempi e io sono stato suo compagno di squadra e suo amico. Il primo scudetto del Napoli, con lui, è storia che resterà nei secoli dei secoli».
Il primo scandalo delle scommesse – nell’80 – la investì e la «distrusse» per un po’.
«Condannato per non aver commesso il fatto. Perché io dalla giustizia ordinaria sono stato assolto, mentre quella sportiva mi ha fermato per tre anni e mezzo, poi diventati due grazie a Paolino Rossi, che fece in empo a rientrare e a farci vincere il Mondiale che invece saltai. Sarei stato campione del Mondo. Pazienza, è andata così: ho giocato con Diego, posso raccontarlo».
E nella Ma.Gi.Ca.
«Maradona, Giordano e Carnevale, giocatore che ha anticipato i tempi. Il Mandzukic degli Anni 80, che segnava pure tanto. Poi arrivò Careca e fu sempre Ma.Gi.Ca. E pensate che Carnevale – dico Carnevale – finì in panchina».
Il Napoli che sinammutinò contro Bianchi, l’allenatore…
«Avevamo perso la partita con il Milan, la situazione divenne esplosiva, secondo me fu gestita male da qualche dirigente, perché si sarebbe potuto intervenire diversamente. Fosse stato così, magari avremmo vinto a Firenze, nel giorno in cui la Juventus fermò il Milan sullo 0-0, e ci saremmo ritrovati alla pari al primo posto in classifica. Io non ci capii più niente ad un certo punto».
Una delusione che è rimasta…
«Brucia ancora e fa assai male. Avremmo fatto il bis, battendo una squadra che poi sarebbe diventata regina d’Europa e del Mondo. Gare tra mostri, stellari loro e stellari noi».