Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport è intervenuto sul caso Rocchi: “Scacciate i retropensieri, nessuno pensi male: è più importante, quasi vitale, arrivare alla verità e sapere se Rocchi sia effettivamente intervenuto in sala Var per accelerare la verifica di un rigore (che c’era) e se la scorsa stagione – come si legge nei capi d’imputazione – abbia scelto arbitri graditi all’Inter, come Colombo di Bologna-Inter 1-0. Forza, è stato trovato un simpatico modo per festeggiare i vent’anni di Calciopoli.
In più di un’occasione ho espresso un pensiero sulla compagnia dei fischietti che, come tutte le categorie, non sa cosa significhi l’unità d’intenti e di sistema e la solidarietà tra colleghi: nell’AIA esiste da sempre un governo, vicino al designatore, e un’opposizione, costituita dai direttori di gara meno utilizzati, dai dissenzienti e dagli esterni, i dismessi.
Per descrivere ancora meglio i veleni, vi segnalo il tweet del guardalinee fatto fuori e grande accusatore Domenico Rocca che ha subito postato «Chi di spada ferisce di spada perisce». Oppure quello di un varista che ha parlato di «giorno della liberazione». Quanto amore per la categoria…Dopo la terza esclusione di fila dai Mondiali e l’uscita del calcio italiano dalle coppe, avevamo giusto bisogno di uno scandalo in grado di alimentare nuovi sospetti e disturbi. E soprattutto di favorire chi da settimane punta al commissariamento del calcio italiano e al suo controllo da parte della politica. Siamo nella merda. Respirate forte in superficie, se ce la fate”.

