Napoli, non è solo sfortuna: il crollo del Dragao svela tutti i limiti

Scritto il 05/11/2026 alle 00:13
da Vincenzo Scotto

Il Napoli al Dragao si scioglie in 20 minuti: tre gol e buio totale. Solo sfortuna? Per niente

“Gli infortuni non sono un alibi”: parole pronunciate dal DS Giovanni Manna nel pre partita del Dragao. E non ha affatto torto. Il Napoli ha un’intera squadra in infermeria. A Oporto, Allegri si è presentato senza avere a disposizione terzini di ruolo. Questo però, non basta a spiegare una squadra che, dal 71’ in poi, subisce tre gol sparendo completamente dal campo.

Il problema, prima che numerico è di tipo tattico. Senza esterni, Allegri ha dovuto adattare Vergara a sinistra a tutta fascia. Il risultato è una squadra che non è capace di impostare due fasi di gioco organiche, lasciando Beukema, Rrahmani e Rafa Marin lasciati soli in campo aperto contro gli attaccanti dei Dragoes.

Poi, c’è il crollo fisico e mentale. A seguito del gol di Gabri Veiga, i partenopei hanno iniziato a camminare. Anguissa è sparito dal match ancor prima della sua sostituzione, McTominay è l’ultimo ad arrendersi ma è rimasto fin troppo isolato. Discorso diverso per un nervoso De Bruyne, obbligato a stringere i denti visti i fastidi alla caviglia. Al primo colpo incassato, la squadra è andata in bambola, senza nessuno a tenerla in piedi. E non è la prima volta che accade.

Ed è qui che la rabbia dei tifosi diventa legittima. È il secondo anno consecutivo in cui la rosa si ritrova con numerosi infortuni di questo tipo: cambiano medici e preparatori, ma il copione è identico. Sul mercato, si è poi scelto di non rinforzare una rosa ormai vecchia e senza stimoli. Forse l’errore principe della stagione. Ora, Manna a gennaio dovrà correre ai ripari.

Per un Allegri che continua a reclamare di aver visto una buona squadra fino al 2-1, la sfida di domenica con la Lazio sarà di fatto decisiva. Non tanto per le vicende relative alla classifica, ma per capire se questa squadra ha ancora un’anima o se continuerà ad affondare.