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Porto-Napoli è una partita di grande importanza per il cammino europeo degli azzurri, chiamati a conquistare un risultato positivo in una trasferta tutt’altro che semplice. La squadra di Massimiliano Allegri arriva in Portogallo dopo la sconfitta per 2-0 contro la Juventus e ha bisogno di ritrovare fiducia, soprattutto dopo un periodo caratterizzato da risultati altalenanti e numerosi problemi fisici.
Dall’altra parte ci sarà il Porto di Francesco Farioli, una squadra che sta attraversando un ottimo momento in campionato, ma che in Champions League non è ancora riuscita a trovare continuità. I lusitani hanno perso le prime tre partite europee contro Manchester City, Betis e PSV e cercheranno di sfruttare il fattore campo per conquistare i primi punti.
La sfida dello stadio Do Dragão metterà quindi di fronte due squadre con esigenze differenti. I Dragões proveranno a imporre il proprio gioco attraverso il possesso e un pressing particolarmente aggressivo, mentre i partenopei dovranno essere abili a superare la pressione avversaria e sfruttare gli spazi che potrebbero aprirsi.
Il confronto potrebbe decidersi soprattutto a centrocampo, dove gli azzurri dovranno trovare nuove soluzioni dopo l’assenza di Lobotka. Anche la situazione difensiva sarà da seguire con attenzione, considerando le numerose defezioni che stanno condizionando le scelte di Allegri.
Le probabili formazioni
Le seguenti formazioni sono indicative e andranno confermate con le distinte ufficiali prima della partita.
Porto (4-3-3): Diogo Costa; Alberto Costa, Bednarek, Kiwior, Sanusi; Rosario, Froholdt, Gabri Veiga; Pepê, André Silva, Borja Sainz. Allenatore: Francesco Farioli.
Napoli (3-5-2): Meret; Beukema, Rrahmani, Rafa Marín; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay, Lang; Giovane, Højlund. Allenatore: Massimiliano Allegri.
Il Napoli dovrebbe quindi presentarsi con un più accorto 3-5-2, soluzione (di fatto obbligata) che permetterebbe ad Allegri di proteggere maggiormente il reparto arretrato, soprattutto considerando le assenze di diversi titolari.
Sulle corsie esterne dovrebbero esserci Politano e Lang, chiamati a svolgere un lavoro importante in entrambe le fasi. In mezzo al campo Gilmour dovrebbe occupare la casella di De Bruyne, con Anguissa e McTominay ai suoi lati.
Davanti, invece, Højlund è recuperato dopo l’influenza e dovrebbe partire dal primo minuto insieme a Giovane. Per il Porto il principale dubbio riguarda il centravanti, con André Silva e Samu in corsa per una maglia da titolare.
Gli indisponibili
Il Napoli arriva a questa partita con una situazione particolarmente complicata dal punto di vista degli infortuni.
Tra gli indisponibili figurano Buongiorno, Lobotka, Neres, Alisson Santos, Badiashile, Favasuli e Spinazzola. A questi si aggiungono Di Lorenzo e Olivera, entrambi alle prese con problemi muscolari dopo la partita contro la Juventus.
Anche Kevin De Bruyne non è al meglio per una distorsione alla caviglia. Il belga è partito con la squadra per il Portogallo, ma la sua presenza dal primo minuto resta in dubbio.
La sua eventuale assenza sarebbe un problema per Allegri, considerando la qualità e l’esperienza del centrocampista nella gestione del pallone e nella costruzione della manovra. Oltre che, ovviamente, l’ennesimo forfait che ridurrebbe ulteriormente le possibilità di manovra del tecnico.
Una notizia positiva riguarda invece Rasmus Højlund, che ha superato l’influenza e dovrebbe essere a disposizione dall’inizio.
Anche il Porto deve fare i conti con alcune assenze. Tra i giocatori da monitorare ci sono William Gomes, Vasco Sousa e Oskar Pietuszewski, mentre Sanusi è da valutare dopo il problema fisico accusato nell’ultima partita.
Il momento delle due squadre
Il Porto arriva alla sfida con un rendimento molto positivo in patria. La squadra di Farioli ha conquistato tre vittorie consecutive contro Gil Vicente, Académico de Viseu ed Estoril, confermando di avere una buona organizzazione e una discreta solidità difensiva.
In Champions League, però, la situazione è differente. Le sconfitte contro Manchester City, Betis e PSV hanno complicato il cammino europeo dei portoghesi, che adesso hanno bisogno di una vittoria per rimettersi in carreggiata.
Il Napoli, invece, sta attraversando un periodo più complicato. Dopo il successo per 4-1 contro il Monza, gli azzurri sono stati sconfitti dalla Juventus, mostrando ancora una volta alcune difficoltà nella costruzione del gioco e nella fase offensiva.
La vittoria contro il Bodø/Glimt per 4-3 aveva dato segnali positivi, soprattutto per quanto riguarda la capacità di trovare il gol, ma aveva evidenziato anche qualche problema nella tenuta difensiva.
Adesso servirà una prestazione più equilibrata, perché affrontare Diogo Costa e compagni al Do Dragão significa confrontarsi con una squadra che sa sfruttare molto bene gli errori degli avversari.
Come gioca il Porto di Farioli
Il Porto di Francesco Farioli si schiera generalmente con il 4-3-3, un sistema che permette alla squadra portoghese di mantenere ampiezza sulle corsie esterne e occupare bene gli spazi nella zona centrale.
La costruzione parte dai difensori centrali, con Bednarek e Kiwior chiamati a impostare e trovare le linee di passaggio verso il centrocampo. Anche i terzini partecipano alla manovra, cercando di accompagnare l’azione e creare superiorità numerica sulle fasce.
A centrocampo, Froholdt garantisce dinamismo e intensità, mentre Gabri Veiga rappresenta una soluzione importante per la qualità tecnica e la capacità di giocare tra le linee. Rosario, invece, può occuparsi maggiormente degli equilibri, proteggendo la difesa e aiutando la squadra nella circolazione del pallone.
In fase offensiva i Dragões possono contare soprattutto sulla velocità e sull’imprevedibilità di Pepê e Borja Sainz. Entrambi sono giocatori capaci di puntare l’uomo, accentrarsi e cercare la conclusione, ma anche di servire i compagni con passaggi in profondità.
Al centro dell’attacco, André Silva o Samu rappresentano due possibili soluzioni per dare profondità alla manovra e occupare l’area di rigore.
Uno degli aspetti più interessanti del gioco di Farioli riguarda però la fase di non possesso. Il Porto cerca spesso di recuperare il pallone attraverso un pressing aggressivo, portando diversi uomini nella metà campo avversaria.
La squadra prova a chiudere le linee di passaggio centrali e a indirizzare la costruzione degli avversari verso le corsie laterali.
Contro il Napoli questa strategia potrebbe diventare particolarmente importante. Gli azzurri dovranno essere bravi a non perdere palloni nella propria metà campo, evitando di concedere occasioni pericolose vicino all’area di rigore.
Dove può colpire il Napoli
Per il Napoli sarà fondamentale riuscire a superare il primo pressing degli avversari. La squadra di Allegri dovrà evitare di affidarsi soltanto ai lanci lunghi, cercando invece di sfruttare gli spazi che potrebbero aprirsi alle spalle dei centrocampisti.
La presenza di Rasmus Højlund può rappresentare una soluzione importante. Il danese ha velocità e forza fisica per attaccare la profondità, ma può anche venire incontro per favorire gli inserimenti dei compagni.
Il suo movimento potrebbe mettere in difficoltà i centrali del Porto, soprattutto quando saranno costretti ad abbandonare la propria posizione per seguirlo.
Un altro giocatore da tenere sotto osservazione è Scott McTominay. Lo scozzese ha caratteristiche che gli permettono di inserirsi in area senza dare punti di riferimento agli avversari. I suoi movimenti potrebbero diventare particolarmente importanti contro una squadra che tende ad alzare il proprio baricentro.
Anche Politano potrebbe avere un ruolo importante. Partendo dalla corsia destra, può cercare l’uno contro uno, accentrarsi e provare la conclusione oppure servire i compagni con cross e passaggi in profondità.
Sull’altra fascia, Lang dovrà garantire imprevedibilità e capacità di saltare l’uomo, ma sarà chiamato anche a un lavoro difensivo importante.
Il Napoli dovrà comunque evitare di rendere troppo prevedibile la propria manovra. Affidarsi soltanto alle iniziative individuali potrebbe facilitare il lavoro della difesa portoghese. Saranno necessari movimenti continui, cambi di posizione e inserimenti per creare superiorità numerica negli ultimi metri.
Pepê e Borja Sainz: attenzione agli esterni del Porto
Tra i giocatori a disposizione di Farioli da seguire con maggiore attenzione figurano i due esterni d’attacco Pepê e Borja Sainz.
Il primo è un giocatore rapido e tecnico, capace di creare pericoli nell’uno contro uno. Partendo dalla fascia destra può accentrarsi e cercare la conclusione, ma anche sfruttare la propria velocità per superare il diretto avversario.
Il secondo, invece, può garantire profondità e movimento sulla corsia opposta. La sua capacità di attaccare gli spazi potrebbe creare problemi alla retroguardia azzurra, soprattutto quando il Napoli sarà costretto ad abbassarsi.
Per gli azzurri sarà fondamentale prestare attenzione alle situazioni in cui le due ali riusciranno a ricevere il pallone con spazio davanti a loro.
Beukema, Rrahmani e Rafa Marín dovranno mantenere le giuste distanze, mentre Politano e Lang saranno chiamati a svolgere un importante lavoro in fase difensiva.
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda le sovrapposizioni di Alberto Costa e di Sanusi, che potrebbero costringere gli esterni del Napoli ad abbassarsi e limitare così le possibilità di ripartenza.
Il centrocampo può decidere la partita
Uno dei confronti più interessanti sarà quello in mezzo al campo. Il Porto può contare sulla fisicità di Froholdt, sulla capacità di interdizione di Rosario e sulla qualità tecnica di Gabri Veiga.
Il Napoli dovrà invece trovare nuovi equilibri dopo l’infortunio di Stanislav Lobotka.
L’assenza dello slovacco, un riferimento nella costruzione dal basso, nella gestione del pallone e nella capacità di uscire dalla pressione avversaria, cambia inevitabilmente gli equilibri della squadra.
Al suo posto dovrebbe esserci Billy Gilmour, giocatore con caratteristiche differenti ma dotato di buona tecnica e capacità di giocare nello stretto.
Lo scozzese sarà chiamato a garantire ordine alla manovra e a trovare rapidamente le mezzali, evitando di farsi schiacciare dal pressing portoghese. Allo stesso modo, dovrà fare molta legna.
Anguissa dovrà assicurare fisicità e copertura, mentre a McTominay toccherà sfruttare la propria capacità di attaccare gli spazi e accompagnare Højlund.
Resta da capire anche quale sarà il contributo di De Bruyne, soprattutto se dovesse riuscire a recuperare per la partita. La sua qualità potrebbe rappresentare un’arma importante nella costruzione e nella rifinitura.
Per il Napoli sarà fondamentale non perdere palloni pericolosi nella zona centrale. Il Porto, infatti, può diventare particolarmente pericoloso quando riesce a recuperare il possesso e a trovare immediatamente una giocata in verticale.
Attenzione al pressing del Porto e alle ripartenze azzurre
Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda le transizioni offensive delle due squadre.
Il Porto cercherà probabilmente di aggredire il Napoli fin dai primi minuti, provando a impedire agli azzurri di sviluppare con tranquillità la propria manovra.
La formazione di Farioli potrebbe alzare il baricentro e costringere gli avversari a giocare velocemente, cercando di sfruttare eventuali errori in uscita.
Per questo motivo sarà fondamentale il comportamento dei tre difensori azzurri. Beukema, Rrahmani e Rafa Marín dovranno mantenere lucidità, scegliendo con attenzione quando giocare corto e quando cercare direttamente gli attaccanti.
Allo stesso tempo, questa tipologia di pressing molto esasperata potrebbe offrire al Napoli alcune opportunità.
Quando i Dragões portano molti uomini in avanti, infatti, possono lasciare spazi alle proprie spalle. Højlund potrebbe sfruttare queste situazioni attaccando la profondità, mentre McTominay e Anguissa potrebbero accompagnare l’azione con inserimenti e conduzioni palla al piede.
Sarà importante anche la gestione delle seconde palle, soprattutto quando gli azzurri saranno costretti a giocare in verticale.
Il Napoli non dovrà necessariamente mantenere il possesso per lunghi periodi, ma dovrà scegliere i momenti giusti per accelerare e colpire la difesa portoghese.
Farioli e Allegri, due idee di calcio a confronto
Porto-Napoli metterà di fronte due allenatori con idee di calcio differenti, ma entrambi particolarmente attenti all’organizzazione tattica.
Francesco Farioli ha costruito una squadra che cerca di dominare il gioco attraverso il possesso, la pressione e l’occupazione degli spazi. L’ex Ajax vuole una squadra aggressiva, che sappia recuperare rapidamente il pallone e mettere sotto pressione gli avversari.
Massimiliano Allegri, invece, potrebbe puntare maggiormente sull’equilibrio e sulla gestione dei diversi momenti della partita. L’emergenza infortuni lo costringerà a trovare soluzioni alternative, ma i partenopei hanno comunque giocatori capaci di fare la differenza nelle transizioni offensive.
Molto dipenderà dalla capacità di McTominay e compagni di mantenere le distanze tra i reparti e non concedere ai padroni di casa troppo spazio per sviluppare la propria manovra.
Porto-Napoli, una partita importante per il cammino europeo degli azzurri
La trasferta al Do Dragão rappresenta un appuntamento importante per entrambe le squadre. Il Porto vuole conquistare i primi punti in Champions League, mentre il Napoli ha bisogno di dare continuità al proprio percorso europeo dopo il successo contro il Bodø/Glimt.
Gli azzurri dovranno fare i conti con una situazione complicata sul piano degli infortuni, ma avranno comunque l’opportunità di mettere in difficoltà gli avversari attraverso la velocità degli attaccanti e gli inserimenti dei centrocampisti.
La squadra di Allegri dovrà soprattutto evitare di concedere troppo spazio agli esterni del Porto e prestare attenzione al pressing avversario.
Molto dipenderà dalla gestione del centrocampo e dalla capacità di sfruttare le ripartenze. Se il Napoli riuscirà a superare la pressione iniziale senza commettere errori, potrà trovare situazioni interessanti per fare male alla difesa di Farioli.
Non sarà una partita semplice, ma conquistare un risultato positivo in Portogallo significherebbe dare un segnale importante e ritrovare fiducia in un momento delicato della stagione.
De Laurentiis e la stima per Farioli: il tecnico del Porto potrebbe piacere al Napoli in futuro
Porto-Napoli sarà anche l’occasione per ritrovare Francesco Farioli, un allenatore che Aurelio De Laurentiis segue e apprezza ormai da diversi anni. La stima del presidente azzurro nei confronti del tecnico toscano non è una novità e, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nasce già dai tempi della sua esperienza sulla panchina del Nizza.
Il suo profilo sarebbe stato preso in considerazione più volte dal patron degli azzurri, che ha sempre guardato con interesse al suo percorso e alle sue idee di calcio. Un apprezzamento che non si è fermato neanche dopo le esperienze all’Ajax e il successivo approdo al Porto.
Alla vigilia della partita, lo stesso Farioli è tornato sull’argomento durante la conferenza stampa, rispondendo con una battuta alla domanda sulla stima del presidente: «È andato ormai in prescrizione, ma chissà un giorno…». Parole che lasciano aperto uno spiraglio, senza però anticipare possibili scenari.
Il tecnico ha anche riconosciuto la crescita del Napoli sotto la sua gestione, sottolineando i risultati ottenuti dalla società negli ultimi anni e la capacità di rimanere stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Non risultano al momento trattative concrete per un suo possibile arrivo sulla panchina azzurra, anche perché l’allenatore è legato al Porto da un contratto importante. Resta però evidente la considerazione che De Laurentiis ha nei suoi confronti.
Quella di mercoledì sarà quindi una sfida da avversari, ma il rapporto di stima tra il presidente azzurro e l’allenatore dei Dragões potrebbe rappresentare un tema interessante anche in prospettiva futura.

