Il ko del Napoli con la Juventus riapre il dibattito su Massimiliano Allegri, mentre la squadra si prepara alla trasferta di Champions League a Oporto. Le voci raccolte divergono sulle cause: infortuni, metodo di lavoro, responsabilità del club.
Rafa Benitez, ex tecnico azzurro, ha parlato alla Gazzetta dello Sport dell’emergenza: “Un’emergenza del genere, quasi totale, ti costringe a prendere coscienza della realtà attuale”. Per Benitez le assenze pesano, ma “qualche punto per strada è stato lasciato”.
Paolo Condò, sul Corriere della Sera, definisce il Napoli “fracassato dagli infortuni” e invita Allegri a usare la rabbia per “caricare i resti del Napoli all’impresa” contro il Porto di Farioli.
Salvatore Caiazza, a Canale 8, riconosce l’alibi degli infortuni ma aggiunge: “Sicuramente Allegri ha l’alibi degli infortuni, ma qualche colpa ce l’ha anche lui”. Cambiare allenatore oggi, secondo lui, “è una stupidaggine”.
Giuseppe Pastore, a Cronache di Spogliatoio, assegna al Napoli un 4 e divide le colpe: “Allegri divide equamente le colpe con la proprietà e il direttore sportivo”.
Gerardo Casucci, medico e giornalista, a Radio Tutto Napoli parla di un problema di metodo: “Quando accade quello che sta succedendo al Napoli, credo che ci sia un problema di metodo”. Tra i fattori indica l’età media della rosa e il cambio brusco di preparazione dopo Conte.
Arturo Minervini, sempre a Radio Tutto Napoli, esclude per ora l’esonero: “Allegri non rischia e non c’è volontà da parte di De Laurentiis di cambiare”. Ma aggiunge che senza triennale e ingaggio pesante il presidente sarebbe già al telefono per cercare un sostituto.

