Il 5 settembre contro l’Inter, l’ultimo goal con il Napoli. Un caldo pomeriggio di post estate che ebbe un esito drammatico. In pochi però, avrebbero immaginato che sarebbe stato l’inizio di un lungo calvario per Hojlund. In questo mese e mezzo di astinenza, l’ex Manchester United ne ha viste di tutte i colori. Partite fatte di sofferenza, in cui ha preso pali, ha trovato portieri in serata di grazia e, per molti, era diventato il problema offensivo del Napoli. Critiche che però tralasciano un aspetto: Hojlund gioca spesso da solo, spalle alla porta, contro difensori a cui viene concesso tutto. Tirate di maglia, gomitate, falli che non vengono mai fischiati.
Il 28 ottobre contro il Monza, al 10’, l’atteso ritorno. Imbucata di Di Lorenzo, attacco alla profondità come in pochi sanno fare, e rete del vantaggio contro i brianzoli. Ora, il danese si è finalmente sbloccato. Non è solo un goal, è la scintilla che aspettava. Perché il Napoli ha bisogno del suo centravanti come lui aveva bisogno di questa rete. La vita del centravanti non è certamente semplice, figuriamoci per chi come lui è spesso costretto a fare gli straordinari. Con questa marcatura, Rasmus ha dichiarato a tutti di esserci, di non essere solo l’attaccante che fa a sportellate, ma che sa come colpire gli avversari. E a questo, aggiunge una rapidità impressionante, che lo rende difficilmente marcabile. Insomma, una serata che per lui sa di un meritato premio, e che racconta come quell’investimento di 50 milioni abbia assolutamente senso.

