Napoli, Allegri deve essere esonerato? Il dubbio resta: cambiare adesso conviene davvero?

Scritto il 18/10/2026 alle 14:19
da Alessandro Ruggiero

Il difficile momento del Napoli porta inevitabilmente a fare delle riflessioni. Quando i risultati non arrivano e le prestazioni iniziano a deludere, è normale che il primo a finire sotto accusa sia l’allenatore. In questo caso, il nome è quello di Massimiliano Allegri, il cui futuro è diventato un argomento sempre più discusso.

Ma la domanda da porsi è una: l’esonero sarebbe davvero la scelta giusta oppure il Napoli rischierebbe di commettere un errore?

Nel calcio, spesso, dopo una sconfitta si cerca subito un colpevole. È una reazione comprensibile, soprattutto in una piazza come quella partenopea, dove la passione è enorme e le aspettative sono sempre alte. Quando le cose non vanno come previsto, i tifosi vogliono risposte e, soprattutto, vedere una squadra capace di reagire.

Eppure, cambiare tecnico non significa necessariamente risolvere tutti i problemi. Un esonero può cerramente dare una scossa, ma può anche portare nuove difficoltà, soprattutto se arriva senza avere già un’idea precisa su come ripartire.

Allegri, naturalmente, ha le sue responsabilità. Le scelte tattiche, la gestione dei giocatori e la capacità di trovare soluzioni nei momenti complicati fanno parte del suo lavoro. Se la squadra non riesce a esprimersi come dovrebbe, è giusto interrogarsi anche sul suo operato. Allo stesso tempo, però, sarebbe troppo semplice pensare che ogni problema possa essere risolto soltanto cambiando chi siede in panchina.

La società deve capire se esistono ancora le condizioni per andare avanti insieme. Perché confermare un allenatore soltanto per evitare di ammettere un errore non sarebbe una scelta utile. Così come, al contrario, esonerarlo soltanto per rispondere alle critiche rischierebbe di essere una decisione frettolosa e improduttiva.

Pioli o Thiago Motta? Il sostituto va scelto con attenzione

Se il Napoli decidesse di separarsi da Allegri, il problema successivo sarebbe individuare il sostituto giusto. Ed è proprio qui che la situazione diventerebbe ancora più delicata.

Tra i nomi più gettonari ci sono Stefano Pioli, Thiago Motta, Sergio Conceição e Vincenzo Montella. Profili diversi, con esperienze e idee di calcio che non possono essere messe tutte sullo stesso piano.

Pioli potrebbe rappresentare una soluzione basata sull’esperienza e sulla conoscenza del campionato italiano. In una situazione complicata, avere un allenatore abituato a gestire pressioni e aspettative potrebbe essere un elemento da considerare. Resterebbe, però, da capire se il suo arrivo sarebbe sufficiente per correggere le difficoltà del Napoli in tempi brevi.

Thiago Motta rappresenterebbe invece una strada differente, soprattutto per quanto riguarda le idee di gioco e l’organizzazione tattica. Potrebbe essere una scelta interessante per chi immagina un progetto con caratteristiche diverse, ma affidargli la squadra a stagione in corso comporterebbe anche la necessità di concedergli tempo per lavorare.

Il punto, quindi, non è stabilire quale nome sia più importante o quale allenatore faccia più notizia. Il vero problema è capire chi potrebbe essere davvero adatto al Napoli di oggi.

Perché un allenatore può avere un ottimo curriculum, ma questo non significa automaticamente che sia la persona giusta per una determinata squadra. Bisogna considerare i giocatori a disposizione, gli obiettivi, il momento della stagione e soprattutto la capacità di intervenire sui problemi che si sono presentati.

Cambiare per poi ritrovarsi tra qualche mese nella stessa situazione sarebbe il rischio più grande da evitare.

Il Napoli deve capire dove nascono davvero i problemi

C’è un altro aspetto che merita attenzione: quando una squadra attraversa un momento difficile, la responsabilità non può essere attribuita sempre e soltanto all’allenatore.

Allegri deve trovare le soluzioni, ma anche i giocatori sono chiamati a dare risposte. Servono maggiore attenzione, più personalità nei momenti decisivi e la capacità di mantenere un livello di rendimento costante. Senza questi elementi, qualsiasi progetto rischia di perdere efficacia.

La società, dal canto suo, deve valutare la situazione senza farsi trascinare soltanto dalla delusione del momento. Se ritiene che Max possa ancora rimettere in piedi il lavoro, deve farlo attracerso una strategia precisa, lasciando che arrivino segnali concreti. Se invece la fiducia è venuta meno, allora bisogna avere il coraggio di prendere una decisione e assumersene le responsabilità.

Non esiste una soluzione perfetta, ma esiste il dovere di scegliere con criterio.

Esonero o conferma: la decisione non può essere rimandata all’infinito

La posizione di Allegri resta un tema da seguire, ma il futuro dell’allenatore non può essere valutato soltanto sulla base delle polemiche. Saranno le prestazioni e i risultati a dare indicazioni più chiare, insieme alla capacità della squadra di mostrare una reazione.

La conferma avrebbe senso se ci fossero margini reali per migliorare e se il gruppo dimostrasse di seguire ancora le indicazioni del tecnico. L’esonero, invece, potrebbe diventare una strada da percorrere qualora le difficoltà continuassero e la società individuasse un’alternativa concreta, capace di dare una direzione precisa al progetto.

La vera questione, dunque, non è soltanto una sua conferma o meno. È capire quale scelta possa permettere al Napoli di tornare competitivo senza compromettere ulteriormente il proprio percorso.

Perché cambiare allenatore è facile da chiedere, ma trovare quello giusto e creare le condizioni affinché possa lavorare è tutta un’altra storia.

Il Napoli non ha bisogno di una decisione presa per accontentare la piazza, ma di una scelta ragionata e accompagnata da un progetto chiaro. Allegri deve dimostrare di poter superare le difficoltà, mentre la società deve valutare con lucidità ogni possibile scenario.

Alla fine, i nomi passano e gli allenatori cambiano. Quello che conta davvero è che il Napoli ritrovi una direzione, che la squadra torni a dare risposte sul campo e che le decisioni vengano prese pensando al futuro del club, non soltanto alla necessità di spegnere le polemiche del momento.