Tra le note positive del caotico mercato estivo del Napoli, figura certamente Miguel Gutierrez. Lo spagnolo, è arrivato dal Girona a seguito di un lungo corteggiamento per la cifra di 18 milioni di euro. Un capolavoro di mercato, sia tenendo conto dell’età che del costo medio dei cartellini (seppur ricordando che il calciatore è stato ingaggiato mentre stava recuperando da un serio infortunio alla caviglia). Nel corso di questa stagione, col passare del tempo, ha finito per ritagliarsi sempre più spazio e possibilità di incidere. Il risultato è un gol, un assist e la consapevolezza di aver acquistato un elemento essenziale per la squadra del futuro.

Il calcio va avanti a velocità supersonica, e con esso evolvono ruoli e compiti. Tra questi, figura anche quello del terzino (o laterale basso). Oggi, un 2 o un 3 non deve solo saper percorrere diversi chilometri su e giù per il rettangolo verde, ma anche venire dentro al campo, saper costruire il gioco, aggiungersi alla fase offensiva ed offrire agli attaccanti i migliori cross. Gutierrez dispone di un buon mix di queste qualità. Ha una buona velocità e capacità di costruire oltre che di dribbling. È dotato di un ottimo mancino ed una notevole intelligenza tattica. Inoltre, ha discrete capacità difensive e fisiche, seppur con delle lacune da colmare.

Al Girona, dove è arrivato a seguito dell’apprendistato con il Real Madrid, si è affermato come uno dei terzini più interessanti del calcio spagnolo. Sotto la sapiente guida di Michel, ha spesso occupato in campo una posizione da vera e propria mezzala aggiunta, oltre a quella dell’occupazione delle zone laterali in aree più avanzate. Qui, ha costruito un’ottima intesa con Savinho, creando una catena devastante sulla fascia sinistra. Anche grazie a questa soluzione, i biancorossi hanno disputato una stagione sorprendente, chiusa con il terzo posto finale in Liga. Una summa delle sue qualità può essere la partita Barcellona-Girona 2-4 del 10 dicembre 2023, dove ha sia siglato un gol e affettato più volte la retroguardia blaugrana. Le sue prestazioni non sono passate inosservate, portando il Napoli a scommettere su di lui.

Antonio Conte però, non è di quegli allenatori che tende ad inserire subito nella mischia dei nuovi elementi. Tra questi, c’è anche Gutierrez che nelle prime uscite stagionali, anche complice il recupero dall’infortunio, ha faticato a giocare da titolare. Al Napoli, lo spagnolo ha dovuto condividere il ruolo con uno Spinazzola in grande spolvero e con Olivera, più integrato nel contesto di gioco voluto dal tecnico. Seppur ci sono degli sprazzi delle sue qualità, le prime prestazioni evidenziano come il calciatore necessitasse di un periodo di adattamento al calcio italiano. Un lavoro non semplice in una rosa attraversata da un’enorme sequenza di problematiche. Queste, infatti, hanno reso difficile svolgere il percorso con serenità.

In particolar modo, Napoli-Verona 2-2 sembra un prematuro capolinea della sua avventura in azzurro. Lo spagnolo disputa una partita molto negativa, in cui è responsabile sul primo gol e incapace di incidere in fase di manovra. Uscirà dopo 55 minuti di gioco per Spinazzola, che darà più vivacità al match. Il responso è chiaro: c’è chi è più davanti di lui. L’immagine è quella di un giocatore con a disposizione importanti mezzi, ma incapace di mettersi in mostra in un sistema dove non è necessario solo creare e inventare come era abituato in Spagna, ma anche essere solidi e capaci di dare battaglia.

Poi però, quasi a sorpresa, Conte gli ha concesso una seconda possibilità. In Copenhagen-Napoli, gara decisiva per la qualificazione ai playoff di Champions League, lo spagnolo parte da titolare ma schierato sulla fascia destra. Una scelta al limite tra la mossa della disperazione e la (sana) follia tattica. In questa posizione, Gutierrez appare comprensibilmente un po’ lento e macchinoso. Nel frattempo però, inizia ad accumulare minuti e buoni riscontri, che lo portano ad essere riproposto con maggior frequenza.

È proprio da questa zona che ha trovato il suo primo gol con la maglia dei partenopei, nell’incontro vinto per 2-1 contro la Fiorentina. Ad inizio ripresa, Miguel ha pescato un sinistro a giro imprendibile per De Gea, che ha permesso di portare il risultato sul momentaneo 2-0. Seguiranno altre partite di livello, come quella con l’Atalanta, dove ha trovato l’assist su calcio piazzato per il momentaneo 0-1 di Beukema, oltre che un gol annullato che grida ancora vendetta. Ora, seppur non parta sempre da titolare, gioca con maggior frequenza e con più fiducia da parte del tecnico, dislocandosi a seconda della situazione sia a destra che a sinistra.

Ad esempio, nell’ultima partita disputata dagli azzurri contro il Cagliari, è stato impiegato su entrambe le fasce, con un compito ben preciso: tenere a bada Marco Palestra. Il risultato sarà una partita decisamente positiva per lo spagnolo, che risulterà bravissimo nel contenere gli affondi del forte laterale cagliaritano. A Napoli, Gutierrez è arrivato in punta di piedi, con l’idea di diventare subito il titolare. Così non è stato, ma i risultati del lavoro sono ben chiari. Miguel è un calciatore moderno che, di volta in volta, mostra segnali di crescita. Il futuro è tutto dalla sua parte. Quello che può permettere agli azzurri di dormire sonni tranquilli.