Dal titolo, la scarna sintesi di quanto visto al Maradona ieri sera nella sfida tra gli azzurri e il Lecce.
Due frazioni di gara completamente differenti: nella prima il Napoli mostra il volto peggiore, da squadra modesta, inconcludente e facile da bucare. Tutt’altra musica nella ripresa: gioco, occasioni e tante indicazioni per il futuro.
Scelte iniziali non felicissime di Conte, che propone Anguissa in mediana, lo stakanovista Elmas tra le linee e Politano nella versione di esterno alto.
Lo confessa lo stesso tecnico ai microfoni nel dopogara: aveva chiesto ai suoi ragazzi una partenza sprint, ma in campo accade l’esatto contrario. Pronti via e gli ospiti segnano di testa su corner, sfiorando il raddoppio nelle stesse circostanze poco dopo.
Ancora una volta la difesa, priva di Rrahmani e Di Lorenzo, soffre e capitola; nel gioco aereo, poi, la squadra sembra in balia degli avversari, nonostante Buongiorno e Beukema siano strutturati per ben figurare in questo fondamentale.
Il resto del tempo scorre tra il lento giro palla azzurro e i lampi in contropiede del Lecce, che quasi non crede a tanta inconsistenza dell’avversario.
Male Anguissa, con tutte le attenuanti di una condizione ancora approssimativa dopo i due lunghi infortuni. Ma insufficiente anche il gioco prodotto, con Elmas appannato e Politano mai pericoloso.
Uniche note positive il solito Hojlund, spesso solo contro tutto il pacchetto arretrato del Lecce, e l’intraprendente Alisson. Giusto il passivo a metà gara. Conte capisce che deve intervenire subito e lo fa nel migliore dei modi: dentro De Bruyne e McTominay.
Il giocatore forte incute timore all’avversario anche quando non è al meglio: Scott apre spazi e prova a sfondare, nonostante risenta chiaramente del forzato stop. Kevin, invece, conferma l’impressione fatta contro il Torino: è pienamente recuperato ed è in ottima condizione fisica. Nonostante l’età, per la Serie A è un lusso, un calciatore in grado di fare sempre la differenza.
Dopo il pareggio lampo del centravanti danese, propiziato dall’intuizione di Gilmour e dall’assist preciso di Politano, De Bruyne illumina il gioco e delizia il pubblico con suggerimenti per i compagni e percussioni personali. Chi arriva dalla Premier League ha un altro passo; sorprendono in positivo i suoi ripiegamenti profondi e lo spirito di sacrificio al servizio della squadra. Intanto arriva — finalmente, dopo quasi tredici mesi — il gol di Politano, che completa la rimonta.
Insomma, due facce per la stessa squadra: una inguardabile, l’altra che può rappresentare un primo vero approccio alla nuova stagione.

