Dopo un lungo calvario, il Napoli sta lentamente ritrovando alcuni delle sue migliori pedine. Infatti dopo i ritorni di Lukaku e Gilmour, i partenopei hanno finalmente potuto contare nuovamente su Anguissa e De Bruyne che sono subentrati nel secondo tempo col Torino.

Questi ritorni allungheranno la rosa di Conte che avrà finalmente molte opzioni per poter sfruttare al massimo le qualità di ogni giocatore, tuttavia in molti si chiedono quale potrebbe essere il nuovo assetto tattico dei partenopei.

Senza dubbio pesano le assenze di McTominay, Di Lorenzo, Lobotka, Rrahmani, Neres e Vergara con lo scozzese che potrebbe però tornare tra i convocati già contro il Lecce mentre il capitano, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, punta al ritorno in campo per la sfida del 6 aprile contro il Milan.

Per quanto riguarda invece Rrahmani e Neres il rientro sembra essere ancora lontano mentre Lobotka, secondo Il Mattino, spera di rientrare già contro il Lecce. Su Vergara invece la situazione non è ancora chiara e bisognerà aspettare domani per fare più chiarezza sulla fascite plantare riscontrata venerdì contro il Torino.

Il Napoli però dovrà pensare anche a chi è rientrato e a chi è prossimo a farlo per poter trovare la giusta quadra tattica. Infatti il 4-1-4-1 usato ad inizio stagione non soddisfò i tifosi che hanno sempre criticato l’utilizzo di McTominay con questo modulo. L’ex United giocava infatti esterno sinistro per poi rientrare a centrocampo e favorire le avanzate di Spinazzola ma probabilmente, alla luce del rendimento avuto in quel periodo, non è la giusta soluzione.

I partenopei hanno di fatto trovato un certo equilibrio con la difesa a 3 e magari sarebbe il caso di continuare a sfruttare al massimo questo modulo almeno fino a fine stagione, ma allo stesso tempo aiuterebbe molto un giocatore che riesca a far andare Hojlund verso la porta e qualcuno che aiuti McTominay a coprire tutto il campo.

In questo caso i rientri di De Bruyne e Anguissa calzano a pennello visto che rispecchiano rispettivamente queste caratteristiche e sarebbe curioso vedere la squadra in un 3-5-1-1 con il trio difensivo composto da Juan Jesus, Buongiorno e Beukema sulla mattonella di destra dove ha fornito buone prestazioni nelle ultime uscite mentre il brasiliano andrebbe a piazzarsi sul lato sinistro con l’ex Toro al centro.

A centrocampo sarebbe invece opportuno confermare il trio McTominay, Lobotka e Anguissa in quanto ha sempre dato garanzie. Così facendo lo scozzese continuerebbe col suo ruolo di tuttocampista ma con il supporto del Camerunese mentre De Bruyne andrebbe a servire Hojlund sulla trequarti.

Il danese sta infatti svolgendo perfettamente il ruolo assegnatogli da Conte, cioè di giocare di sponda e fare a sportellate coi difensori, ma è anche un giocatore che ha l’istinto, la cattiveria, la velocità e la fisicità per andare uno contro uno col portiere e segnare, se si abituasse a fare entrambe le fasi sarebbe senza dubbio un arma di grande aiuto per i partenopei, specialmente con uno specialista come De Bruyne pronto a fargli trovare la palla sui piedi.

Sulle fasce è doverosa la titolarità di Spinazzola e Di Lorenzo con l’ex Roma che fa spesso la differenza in quel ruolo con i suoi sprint mentre il capitano alternerebbe una fase difensiva con una fase offensiva in cui andrebbe a riempire l’area di rigore avversaria.

Vanno ovviamente ricordati anche i tanti cambi a disposizione come per esempio Santos e Vergara che magari in un assetto tattico come questo potrebbero entrare a partita in corso e fare la differenza cambiando anche il modulo che passerebbe eventualmente da un 3-5-1-1 ad un 3-4-3.

Altre pedine importanti sono senza dubbio Gilmour ed Elmas. Lo scozzese può infatti fare il ruolo di playmaker come Lobotka ma è in grado di verticalizzare di più e cercare la profondità con gran precisione rispetto allo slovacco mentre il macedone, grazie alla sua duttilità, può tranquillamente subentrare al posto di McTominay o di De Bruyne.

Tutti questi dubbi potrà chiarirli solo Conte e il tempo darà sicuramente tante risposte ma la cosa certa è che adesso il Napoli non può più sbagliare e deve cercare di limitare i danni di una stagione negativa compromessa da infortuni, sbagliata gestione della rosa e scelte errate di allenatore e dirigenza portando a casa la qualificazione in Champions League e la Supercoppa già vinta a dicembre.