Dopo la vittoria al fotofinish di ieri sera, l’allenatore azzurro Antonio Conte si è concesso ai microfoni — obbligo contrattuale legato agli accordi con le tv commerciali – e pertanto appuntamento al quale non può sottrarsi, come invece fa regolarmente alla vigilia delle partite.
Tra le righe delle sue analisi è stato chiaro il riferimento alla prossima stagione, in relazione al piazzamento che verrà raggiunto a fine torneo e alla conseguente qualificazione a una delle competizioni europee.
Conte e i suoi giocatori, al netto dell’unico raggio di sole rappresentato dalla Supercoppa, e dopo tutti gli accidenti di una stagione complicata, hanno come obiettivo minimo imprescindibile la partecipazione — con i relativi introiti — alla prossima Champions League.
Il mister ha parlato da allenatore del Napoli già proiettato verso il futuro. Una prospettiva che non può che far piacere al tifoso azzurro. Tuttavia, in estate la proprietà dovrà chiarire e puntualizzare molti aspetti.
Innanzitutto, l’allenatore dovrà dare conto di una fallimentare esperienza internazionale e dell’incapacità dimostrata nella gestione delle due competizioni.
Il giudizio sul suo operato non potrà prescindere dal capitolo infortuni: a Castel Volturno non sono ancora chiare le cause dell’ecatombe di questa stagione, ma di certo hanno inciso in maniera significativa le mancate rotazioni — quando, almeno fino a dicembre, potevano essere effettuate — una preparazione atletica da più parti giudicata troppo pesante, specie per una rosa non più giovanissima, e infine un rapporto non ottimale con lo staff medico.
Conte, sa proporre la propria immagine di tecnico vincente nel migliore dei modi; stavolta avrà ben compreso che, dopo una stagione difficile e potenzialmente deludente, gli estimatori si siano momentaneamente dileguati. In Serie A le prime della classe sembrano orientate a confermare i rispettivi tecnici e non appare probabile una chiamata di prestigio dall’Inghilterra, anche alla luce dell’annata europea negativa.
Positiva la conferma di un tecnico tra i migliori nel motivare i giocatori, preparare e leggere le partite. Meno convincente, invece, il Conte manager in stile inglese: le scelte di mercato si sono rivelate quasi tutte sbagliate. In società serve un dirigente esperto, profondo conoscitore delle dinamiche di mercato e capace anche di opporsi, quando necessario, alle richieste dell’allenatore. Se l’uomo giusto sia o meno Giovanni Manna, è una valutazione che andrà affrontata con grande attenzione.
In sintesi, se Conte vorrà restare alla guida del club, dovrà sapere che non sarà possibile replicare un mercato oneroso come quello della scorsa estate. Il Napoli potrà permettersi poche operazioni mirate — un terzino destro e un centrocampista su tutti — e non potrà sbagliarle.
Poi sarà necessario gestire con attenzione economica gli esuberi di rientro, come Lorenzo Lucca e Noa Lang, giocatori fortemente voluti dallo stesso tecnico appena otto mesi fa.

