Inutile nasconderlo: da quando il presidente dei prossimi vincitori dello scudetto si è presentato ai microfoni dopo la gara contro gli azzurri, il campionato del Napoli — già appesantito da una lunga serie di infortuni — ha preso una piega decisamente negativa.
Troppi gli episodi giudicati in modo opposto rispetto a quanto raccontano le immagini, con i picchi raggiunti nelle gare contro il Verona e, oggi, contro l’Atalanta.
Il Napoli sta subendo abbondanti torti, quantificabili in almeno una mezza dozzina di punti. In un finale testa a testa per la quarta posizione, anche un singolo punticino può fare tutta la differenza del mondo.
È questo il momento in cui la società azzurra deve protestare con forza, in tutte le sedi opportune. Prima che sia troppo tardi e, se non altro, per non porgere sempre e soltanto l’altra guancia di fronte a ogni episodio controverso.
Il Napoli si autofinanzia, vive di risorse proprie e non ha alcun fondo internazionale alle spalle. Restare ai massimi livelli, il prossimo anno, sarà un compito complesso: servirà rinnovare una rosa logorata da età e infortuni, aggiungere qualità e risolvere senza eccessive perdite i numerosi casi di prestiti ed esuberi.
Farlo senza le risorse garantite dalla partecipazione alla prossima Champions League sarebbe praticamente impossibile. Ecco perché il club si gioca una fetta consistente del proprio futuro in questo finale di stagione. Farlo mentre si moltiplicano errori arbitrali diventa semplicemente inaccettabile.
Non bastano le parole di sincero sdegno pronunciate a caldo ai microfoni di DAZN da Manna. Ancora una volta Conte diserta la conferenza stampa e, stavolta, la scelta appare difficile da condividere.
Non si sarebbe discusso di infortuni o preparazione atletica, bensì di episodi controversi e decisioni discutibili. Forte della sua esperienza avrebbe potuto offrire una voce autorevole nel denunciare le situazioni che la squadra ritiene penalizzanti.
Nascondersi, evitando il confronto con quel “mondo sommerso” che conosce a menadito, rischia di non fare gli interessi del Napoli.
Presidente tocca a lei, ci sono casi nei quali è controproducente tacere, ingoiare il rospo e fare finta che vada tutto bene.

