Stavolta la partita in trasferta scorre tranquilla, quasi soporifera. Dalle prime battute il Napoli fa capire quanto sia ampio il divario in campo, nonostante sia degno di nota il lavoro di Nicola, che sta modellando una squadra compatta e solida, capace finora di superare le aspettative.

Il Napoli contro la Cremonese è sceso in campo conscio della propria forza; la gara sarebbe potuta diventare più ostica solo se gli azzurri non l’avessero sbloccata subito. Invece, prima del quarto d’ora è arrivato il primo squillo di Højlund, su palla vagante a due passi dalla porta: gesto da vero centravanti d’area di rigore, opportunista e spietato.

La partita, di fatto, è terminata in quel momento: troppo ampio il divario quando il Napoli gira. Sono gli unici superstiti del reparto, ma Lobotka, sopraffino sia in impostazione sia nel primo pressing per il recupero della palla, e McTominay, che alterna lavoro sporco a incursioni da giocatore di caratura superiore, risultano troppo per i ragazzi di Nicola.

Juan Jesus, ancora preferito a Buongiorno, ripaga sempre la fiducia dell’allenatore e, insieme a Rrahmani e Di Lorenzo, fa vivere la terza gara inoperosa al gigante serbo in porta.

Stavolta Neres non è incontenibile, ma ci pensa nuovamente il centravanti danese a chiudere la contesa: ancora una marcatura da opportunista sul finale del tempo e secondo gol di destro, per lui che predilige il piede sinistro.

Da rimarcare la crescita del ragazzo e come Conte lo stia rendendo simile al primo Lukaku: nella difesa del pallone, nel far salire la squadra e anche nell’essere decisivo sotto porta.

Oggi, proprio volendo trovare non critiche ma spunti di discussione e miglioramento, occorre segnalare le troppe occasioni fallite nella ripresa, quando la scarsa lucidità ha spesso vanificato situazioni pericolose davanti alla porta dei padroni di casa.

Poi, in piena emergenza a centrocampo, avrei avuto piacere di vedere 20-25 minuti di Vergara, sia per aumentare la sua consapevolezza sia per dare un po’ di respiro ai due titolari.

Il futuro sarà irto di difficoltà: tra l’altro, nelle interviste post match Conte ha ribadito di non poter fare previsioni sui rientri di Lukaku e De Bruyne, e due fuoriclasse non si possono regalare per una stagione intera.

Ora il tour de force di gennaio, da vivere sull’entusiasmo e sulla consapevolezza derivanti dalla conquista della Supercoppa Italiana, nella speranza di recuperare alla causa almeno uno tra Anguissa e Gilmour.