Stagione ancora tutta da scoprire
Il 2025-2026 ha già vissuto quasi metà della sua storia, ma non è bastato a delineare le possibilità e le aspettative del Napoli.
Quella che resterà negli annali come la stagione del tricolore in bella mostra sulle maglie, delle tante spese in fase di campagna acquisti e dei troppi infortuni, dal punto di vista tecnico non ha sciolto dubbi e riserve sulle reali possibilità del gruppo guidato da Antonio Conte.
Detto dell’attenuante dei continui problemi fisici con cui si è dovuto convivere – basti ricordare che domani saranno assenti Lukaku, De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Meret e forse Beukema, in attesa di capire se Oliveira potrà essere impiegato – che hanno costretto il tecnico a ripetuti cambi di modulo, anche altri fattori rendono ancora un rebus tutto da risolvere il percorso della squadra.
Infatti, abbiamo assistito in ordine sparso a prestazioni convincenti, intervallate da vere debacle.
Gare perfette, altre incredibilmente scialbe
Il Napoli ha perso già quattro volte in campionato: un dato difficile sia da digerire che da spiegare, considerando le non prestazioni contro Torino, Bologna e Udinese, senza dimenticare le autentiche ammissioni di impotenza a Eindhoven e a Lisbona per la Champions.
Nel mezzo, però, ci sono stati sprazzi di quella squadra rocciosa e mai doma che ha inventato un titolo l’anno passato dalle macerie di un indecoroso decimo posto.
Inter, Roma, Atalanta, Juventus e il Milan, l’altro giorno, sono state sconfitte sul piano del gioco, delle occasioni e della voglia di primeggiare, molto più nettamente di quanto abbia detto il punteggio finale.
Primo trofeo dell’annata
Domani, a Riad, la finale di Supercoppa Italiana contro il Bologna dell’ostico Italiano.
Si tratta della prima partita veramente decisiva della stagione.
Certo, a breve lo saranno le due restanti di Champions per non rischiare una precoce e deludente eliminazione alla prima fase. Anche in campionato il Napoli sarà chiamato a sbagliare il meno possibile, strada obbligata per restare agganciato alle milanesi fino alla fine.
Quella di domani, però, è una finale secca, quella che può consegnare coppa e gioia, o cocente delusione.
È alle porte l’anno del centenario, e la gloriosa società azzurra deve approfittare di tutte le occasioni buone per arricchire la bacheca dei trofei.
L’uomo al comando lo sa bene, e nella conferenza odierna ha già posizionato i giusti paletti: “verrà ricordato solo il vincitore” e, sull’ottimismo e l’entusiasmo dell’avversario, “dovranno dimostrare di avere più voglia e di essere più bravi di noi”.
Indipendentemente dagli uomini, servirà avere più fame, più concentrazione e più capacità di correre e soffrire degli avversari.
Servirà la prova corale, con la squadra corta e sempre pronta al raddoppio di marcatura. Le nostre fortune dipenderanno dalla coppia Neres-Højlund, senza dimenticare il più forte di quelli in campo: Scott McTominay, che ha l’occasione per ritornare decisivo e determinante.
Aria di festa, è tempo di regali: il Napoli sa cosa si aspetta il suo popolo!

