Nonostante il progetto depositato dal Comune per il rinnovo dello stadio Diego Armando Maradona, il Napoli ha scelto di proseguire per la sua strada: l’obiettivo è quello di avere uno stadio di proprietà. Riporta Il Mattino, la società ritiene le operazioni di Manfredi e soci come proprie, e ritiene perciò slegata la costruzione di un impianto proprio. Sorgono però delle difficoltà per quanto riguarda la scelta dell’area. Ci vorrà del tempo perché si possa avere l’ok per edificare nell’area della Q8 a San Giovanni. Motivo per cui, torna a galla l’idea di potersi spostare al di fuori della città. Di seguito, ecco quanto raccontato.

Il ragionamento che fanno in Società è più o meno questo: lo stadio è del Comune, il Comune fa le sue cose e lo vuole abbellire. «Noi – filtra dalle stanze della Società – siamo degli affittuari. Non abbiamo un’alternativa, ancora non ci hanno dato i permessi per costruire il nostro stadio e non c’è un altro stadio dove possiamo andare e quindi andremo al Maradona. Ma il Presidente vuole costruire lo stadio». I club riflette sullo stanziamento della Regione, di circa 200 milioni, per riqualificare l’impianto di Fuorigrotta, «a noi risulta siano di meno» e interroga il Comune sulla gestione futura del nuovo Maradona. Quando il Napoli che è il principale utilizzatore non sarà più a Fuorigrotta come farà il Municipio «a recuperare l’investimento? Chi metterà negli Skybox? Recupereranno tutto con i concerti?»”.

Il Napoli pensa al futuro, ci vorrà qualche tempo prima di tirare su un nuovo stadio nell’area della Q8 a San Giovanni. Dalla Società in questo senso c’è una certa preoccupazione, temono ma sperano che «non ci mettono il bastone tra le ruote, dicendo che quei terreni pur bonificati della Kuwait non si può fare o stadio faremo le nostre mosse». Vale a dire che il Presidente De Laurentiis come dichiarato di recente «non potrà fare investimenti sulla squadra. Le Società moderne il 50-60% degli incassi li ricavano dallo stadio mentre il Napoli è fermo al 5-10% e lo diremo ai tifosi». In questo contesto la Società tira fuori un vecchio cavallo di battaglia, ovvero costruire un impianto fuori dalle mura cittadina, fuori Napoli: se si deve spendere un miliardo – il ragionamento – si spenderanno anche 100 milioni per creare delle ferrovie private, qualcosa che consenta di raggiungere lo stadio facilmente”.