È tutto apparecchiato per l’incontro di fine stagione tra Aurelio De Laurentiis ed Antonio Conte. Una volta acquisita l’aritmetica certezza di partecipare alla prossima Champions League, ci sarà il tanto atteso confronto da cui si potrà valutare se c’è ancora convergenza d’intenti tra allenatore e società. Intanto, l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport riporta quale sarà la strategia societaria per il prossimo mercato.

Si incontreranno presto, dicevamo. E parleranno di ieri, oggi e futuro per testare la sintonia tra il piano del club e quello dell’allenatore. Il tempo di mettere le mani sulla Champions: è solo questione di giorni. Questione di feeling e di piani da analizzare dopo il ritorno nell’Europa d’élite. L’obiettivo minimo stagionale ma anche il massimo societario per un club che si autofinanzia e che sta ancora affrontando gli effetti di due mercati ricchi. Il primo, coinciso con l’arrivo di Conte dopo il decimo posto e l’esclusione dall’Europa, addirittura senza il sostegno degli introiti internazionali. Le conseguenze inevitabili sono due, l’una l’effetto dell’altra: dopo aver toccato vette altissime, l’obiettivo del Napoli è abbattere il monte ingaggi di una cinquantina di milioni; dopo l’affascinante parentesi aperta dai campioni ultra trentenni, gli investimenti saranno mirati e orientati soprattutto sui giovani di talento, calciatori in ascesa con prospettive sul mercato come ai tempi fu con Osimhen e Kvara (ma colpi così son una tantum, sia chiaro). Qualche big andrà via, a cominciare da Lukaku (ancora un anno di contratto a più di 8 milioni) e Juan Jesus (a zero). E potrebbero non essere i soli se con Anguissa la storia finirà. E maxi investimenti come Lucca e Lang, al rientro dai prestiti al Nottingham e al Galatasaray, andranno rivalutati in qualche modo: 65 milioni in due, 2 gol in due in cinque mesi”.