“Perché se a fare le sfuriate contro i calciatori è Chivu va tutto bene ma se a farle è Allegri c’è disapprovazione?” È questa la domanda che si pone il giornalista Franco Ordine. In un articolo per Il Corriere dello Sport, parla di come i pregiudizi verso il tecnico toscano non permettano di comprendere quella che è una normale dinamica di spogliatoio. Di seguito, le sue parole.

A leggere il solito tossico dibattito dei social, spesso influenzati dagli esponenti della famosa lobby dei “noMax”, c’è da scandalizzarsi perché dopo aver rimediato l’1 a 1 di Firenze, Allegri negli spogliatoi di Firenze ha fatto la voce grossa e si è espresso in maniera molto decisa nei confronti del gruppo calciatori. Per “lor signori” (espressioni coniata da Fortebraccio) avrebbe probabilmente dovuto uscirsene con la solita espressione molto in voga tra i suoi colleghi: ”signori non mi è piaciuto l’approccio finale della partita…”. E invece no. Da livornese sanguigno, Max ha colto l’occasione dopo aver spesso usato toni morbidi, per cantarle subito in modo chiaro e far capire che “la ricreazione è finita” e dopo la sosta è il caso di rimettere testa e gambe sul lavoro da fare. La cosa sorprendente a dire il vero non è tanto il tentativo di acchiappare clic ma il fatto che ci siano in circolazione abusiva alcuni pisquani pronti a esprimere sdegno e disapprovazione per l’uscita di Max“.

Nelle stesse ore, esattamente un giorno prima, dentro le viscere dell’Olimpico, è accaduta la stessa scena. Proprio identica se non addirittura più forte nelle colorite espressioni utilizzate. Protagonista questa volta Cristian Chivu il quale, entrato nello spogliatoio all’intervallo di Roma-Inter con il risultato di 0 a 2 per Gasperini, “ha fatto tremare i muri” secondo il resoconto di affidabili cronisti. È successo che poi l’effetto dell’intemerata è diventato virtuoso: perché Lautaro ha realizzato il 2 a 2 e lo stesso Chivu a fine partita non ha nascosto l’accaduto raccontandolo così: «Quello che ci siamo detti nell’intervallo rimane tra me e la squadra!». Capito? Si fa così. È abitudine buona e giusta insomma per chi ha il compito di gestire un gruppo così numeroso specie in presenza di ripetuti segnali ricevuti nelle precedenti giornate di campionato. Allora la morale è sempre la stessa per chi si avventura da lontano in commenti e posizioni che ricordano il motto “due pesi e due misure”. Se il “cazziatone” è uguale per tutti, è bene stabilirlo anche per il Napoli. Specie poi se nel caso specifico di Allegri, il risultato di parità finale è stato preceduto da una posizione di vantaggio (1 a 0) e si è ritrovato raggiunto (anche se grazie a una velenosa deviazione che ha ingannato il portiere Milinkovic-Savic). Ma forse è il caso di arrendersi perché, come è accaduto anche durante il covid, è improbabile che la setta satanica riveda le proprie posizioni. E bisognerà dunque fare finta di niente per qualche tempo in attesa che qualche clamoroso rovescio dei loro dichiarati “profeti” procuri qualche ravvedimento”.