Valon Behrami, ex calciatore, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Qui, si è parlato a proposito del match di Champions League tra Napoli ed Arsenal. Di seguito, le sue parole a riguardo.

Partiamo da lontano, Behrami, da quel Napoli-Arsenal 2-0 del 2013.
«Fuori con 12 punti per differenza reti ma a 3 minuti dalla fine eravamo passati, perché il Borussia Dortmund stava pareggiando a Marsiglia».
Veniamo ai giorni nostri.
«Sembra una sfida impossibile contro i finalisti dell’ultima Champions. Una squadra pazzesca per fisicità e organizzazione. Arteta riempie il campo, porta i terzini dentro, non si sfianca venendoti a prendere alto ma se serve lo fa. In Inghilterra non viene esaltato il suo metodo, ma ha portato l’Arsenal a vincere».
Tempi duri per chi dà un senso pratico al calcio.
«A me il Napoli di Milano è piaciuto, ha fatto tutto quello che doveva, anche mettere paura all’Inter al 90’. E penso sia stato giusto intervenire come ha fatto Allegri: se sto realizzando l’impresa, metto dentro Badiashile. È andata così, si riparte».
Da dove dovrebbe farlo Allegri?
«Sa tutto, ha studiato l’Arsenal: sono equilibrati, veloci nel recupero, hanno un centrocampo mostruoso ma proprio là in mezzo c’è uno spazio».
Bisogna cogliere le piccole lacune.
«A me pare che alle spalle di Rice si possa attaccarli. Immagino De Bruyne. È un match in cui i favoriti sono loro ma l’esperienza di Max in Champions insegna che lui sa come assorbire i danni per sé e come crearli agli altri».
Sarà vietato sbagliare…
«Il Napoli ha subito 5 gol tutti su disattenzioni individuali. Oggi non puoi permettertele».
Il Napoli le ha fatto buona impressione…
«Capisco dove vuole portarlo Allegri e la scelta mi pare saggia: se hai una linea difensiva troppo alta, finisci per subire le velocità altrui che a te mancano».
L’uomo chiave per Behrami?
«Lobotka più di ogni altro. Perché quando l’Arsenal verrà ad accerchiare, servirà chi sappia distribuire. E lui ha i mezzi e l’intelligenza per arrivare a De Bruyne o tentare l’aggiramento largo. Ci sarà da soffrire e da avere pazienza, quella che mi pare stia mancando nell’ambiente, perché avverto un po’ di negatività».
Chi vincerà lo scudetto?
«Inter, di slancio. Con Roma e Como che daranno fastidio finché sarà possibile».
La sorpresa si chiama Lazio, si può dire?
«È nella comfort zone di Gattuso, che ti fa sentire te stesso».
La delusione è la Fiorentina, per ora?
«Difficile comprendere il mercato, un puzzle che stuzzica i tifosi ma che tecnicamente ha lacune e doppioni. Non si rinuncia a Mandragora, perché è complicato comprendere a chi ti appoggi adesso. Il Paratici di oggi mi sembra lo stesso del Tottenham».