Come si affronta l’Arsenal? Una domanda che, dal momento dell’accoppiamento con il Napoli, rimbalza nelle menti degli addetti ai lavori. I Gunners danno l’impressione di essere una macchina perfetta, una di quelle formazioni difficili da scalfire. Nel frattempo, qualcuno ha provato a “proporre” dei consigli ad Allegri. Tra questi, figura La Gazzetta dello Sport che, nella sua edizione odierna, ha lasciato una serie di consigli per il match. Di seguito, ecco quanto raccontato.

Per una volta, consigliamo ad Allegri di fare l’Allegri. Aggredire l’Arsenal può esporre a ripartenze micidiali, meglio rinserrare le linee, trasformare il 4-3-3 in 4-5-1, comprimersi in 30-40 metri e negare all’Arsenal i “famosi” mezzi spazi che i ragazzi di Arteta sono bravi a riempire. Vigile attesa, pronti a filare via in contropiede. De Bruyne è un maestro dei palloni verticali e può innescare Hojlund in profondità, la materia preferita dal centravanti danese. Anche Lobotka può permettersi quel tipo di giocata. E il fatto che Allegri, per sostituire l’indisponibile Anguissa, sia orientato a puntare su Gilmour, un altro regista, ci sembra positivo, significa che vuole una mediana di gente abile a interrompere il possesso altrui e a distribuire palloni puliti nell’immediatezza. I piedi e l’intelligenza di Gilmour, Lobotka e De Bruyne, per essere oppositivi e propositivi al contempo. L’Arsenal è fondato su una difesa ermetica, appena un gol subito nelle prime tre giornate di Premier, però non avrà Saliba, il suo difensore migliore, e potrebbe sbilanciarsi. L’altra soluzione offensiva è la velocità di Alisson Santos sulla fascia sinistra, anche se il brasiliano dovrà contribuire al disinnesco di Madueke o Saka, i competitori di fascia. Il Napoli dovrà lavorare per rubare palla a centrocampo, allungarsi in pressioni alte potrebbe essere rischioso. Se poi Allegri opterà per un atteggiamento diverso, per un Napoli mordace dalla metà campo in su, speriamo che abbia ragione“.