Antonio Conte, tecnico del Napoli, è indagato dalla Procura per aver pronunciato un «Ma almeno vai a vedere, testa di c…o» nel corso della partita di Coppa Italia contro il Como. Tuttavia, secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, per lui dovrebbe arrivare al limite una multa, in quanto non c’è traccia di insulti nel referto arbitrale di Manganiello. Di seguito, ecco quanto riportato.
«Ma almeno vai a vedere, testa di c…o». Conte ce l’ha con Manganiello, l’arbitro che decide di non cacciare dal campo il difensore del Como, Ramon, che pensa che Hojlund sia una specie di pupazzo da prendere e buttare giù ogni volta. Nessuno lo sente, sicuramente non l’arbitro, neppure il quarto uomo o l’assistente che si aggira dalle sue parti, altrimenti avrebbero immediatamente segnalato all’arbitro l’insulto. Tutto passa in cavalleria, saggiamente, e oggi persino il giudice sportivo non prenderà provvedimenti nei confronti del tecnico azzurro perché nei referti consegnati non c’è traccia del fatidico “testa di c…». Ma poiché siamo ai confini della fantascienza… subito dopo è probabile (ma non scontato) che il capo della procura federale, Giuseppe Chiné, che chiederà di avere ufficialmente il video incriminato alla luce delle riprese di Mediaset, di poter audire Conte. L’apertura di un fascicolo non è scontata, magari si chiude con una ammenda (o poco altro) e basta. Certo, “la prova tv” è consentita per una bestemmia o un atto violento. Invece anche il “testa di c…o» finisce nella lista degli insulti da punire con la moviola. Insomma, il Var spunta anche per le frasi di Conte. Vedremo oggi cosa succederà.