Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, ha raccontato a “Colpi da Maestro”, podcast di Master Group Sport, la scelta di Badiashile in difesa dopo il tentativo non riuscito per Gila: “bisogna assumersi il rischio, soprattutto se non puoi fare un determinato tipo di investimento”. Lo riporta Il Mattino.
Il primo tentativo in difesa è stato per Gila: “Abbiamo provato a fare Gila all’inizio, è la verità”. Poi “non c’erano i tempi, i momenti. Il Milan è stato bravo, veloce, ha accontentato tutti quanti”, ha detto Manna.
Il ds ha spiegato che Buongiorno ha avuto un problema che ha richiesto un piccolo intervento e un percorso di riabilitazione, e il Napoli è dovuto tornare sul mercato. Su Badiashile: “Aveva e ha le caratteristiche che cercavamo: struttura, sa giocare, veloce”. Ha ricordato che “è stato un grandissimo talento quando l’ha comprato il Chelsea, ha avuto un paio di anni un po’ così così”.
Manna ha parlato anche della scelta dell’allenatore: “Quando sono arrivato a Napoli volevamo prendere un allenatore di grandissimo livello: Conte o Gasperini. Con Antonio mi sono trovato benissimo per due anni”.
Su Romelu Lukaku ha detto: “Siamo rimasti un po’ delusi dal suo comportamento, speravamo di poter stare insieme per tre anni ma poi alla fine le cose sono andate diversamente”.
Ha ricordato che il contratto era di tre anni e che “l’accordo con il Chelsea era un po’ complicato, perché il valore residuo del giocatore era molto più alto rispetto alla cifra del trasferimento”. Il piano era tenerlo fino alla scadenza, ma “le cose non vanno sempre come ci si aspetta”.
Per il club era uno stipendio importante, anche perché c’era già stato l’investimento per sostituirlo con Højlund. Manna gli augura “il meglio”, perché “con noi ha vinto uno scudetto e ci ha dato davvero tanto”. Il giocatore aveva in mente il Mondiale e il recupero, mentre il Napoli lottava per la qualificazione alla Champions League: “Forse qualcosa si è perso per strada, ma sono situazioni che nel calcio possono capitare”.
Su Allegri il ds ha detto: “Dopo Conte era importante avere una personalità forte, magari diversa, ma comunque riconosciuta dallo spogliatoio, dalla piazza e dal presidente”. Lo conosce dai tempi della Juventus: “Quando sposa una causa dà tutto se stesso”. La squadra era “forte tecnicamente ed era ben allenata” e ora si cerca di plasmarla secondo l’idea del tecnico, modificando alcune dinamiche.
Il lavoro fatto finora, a suo giudizio, non si è interrotto, anche se “probabilmente siamo arrivati alla fine di un ciclo iniziato con Spalletti”. Manna crede che Allegri, dopo l’esperienza di Milano, abbia voglia di rivincita.
Sul mercato estivo, parlando il 2 settembre a sessione chiusa, Manna ha ammesso che i tifosi non saranno contenti: “Il tifoso ha voglia di vedere il giocatore nuovo”. Il club però doveva seguire una linea precisa: “soltanto l’anno scorso ne sono arrivati dieci o undici”, tra sessione estiva e invernale.
Il ds ha spiegato che il suo ruolo non si esaurisce con le trattative: “Ridurre tutto al mercato è limitante”. Alla domanda se il lavoro cominci quando il mercato finisce, ha risposto: “Esatto. I problemi cominciano adesso”. Sul ringiovanimento della rosa c’è un altro intervento del ds.