Il Napoli ritrova il sorriso in Brianza e lo fa con una vittoria netta, un 4-1 che racconta soprattutto la crescita degli azzurri nel secondo tempo. Dopo un avvio non semplice, la squadra riesce a cambiare passo, aumenta l’intensità e trova maggiore precisione negli ultimi metri, trasformando una gara complicata in un successo convincente.
La prima frazione aveva mostrato qualche difficoltà, soprattutto nella gestione del pallone e nella pressione sugli avversari. Il Monza ha saputo approfittarne, trovando il pareggio con Varela e mettendo in evidenza alcune incertezze della formazione partenopea. Nella ripresa, però, il Napoli ha cambiato volto: più compatto, più aggressivo e più efficace nella costruzione delle occasioni.
Di seguito, le pagelle di Mondo Napoli:
Milinković-Savić – 6
Una serata nel complesso tranquilla, senza particolari situazioni di emergenza, ma con un intervento importante nel primo tempo su Varela. Il portiere serbo si fa trovare pronto quando serve e rimedia a una situazione complicata nata da un errore in impostazione del capitano. Sul piano della gestione offre le garanzie richieste, anche se resta il rammarico per il gol subito, che gli impedisce di chiudere la gara con la porta inviolata. Una prestazione sufficiente, impreziosita da una parata che evita ulteriori problemi alla squadra.
Giovanni Di Lorenzo – 6
La sua partita vive due momenti distinti. L’avvio è positivo, con l’assist per Højlund che contribuisce a indirizzare la gara, ma con il passare dei minuti il capitano incontra difficoltà nella gestione del possesso e nell’avvio della manovra. Il momento più complicato arriva in occasione del pareggio di Varela, quando la fase difensiva azzurra non riesce a contenere l’iniziativa avversaria. Nella ripresa, però, ritrova maggiore solidità, migliora nelle letture e limita le sbavature. Non una prova impeccabile, ma la reazione del secondo tempo gli permette di raggiungere la sufficienza.
Amir Rrahmani – 6
Rientrato dopo l’assenza contro la Roma e superati i sintomi influenzali, torna a guidare il reparto arretrato con la consueta attenzione. La sua presenza aiuta la linea difensiva a mantenere le distanze e a non perdere completamente l’organizzazione nei momenti di difficoltà. Il difensore kosovaro mette a disposizione esperienza e capacità di lettura, qualità fondamentali in una gara che nel primo tempo presenta più di qualche insidia. La condizione fisica, tuttavia, non sembra ancora consentirgli di sostenere l’intero incontro con continuità. Una prova ordinata, utile anche per ritrovare gradualmente il ritmo partita.
Marin – 7
Una prestazione in crescita, con un primo tempo complicato riscattato da una ripresa di tutt’altro livello. Lo spagnolo trova la sua prima rete con la maglia azzurra, un traguardo importante per un giocatore chiamato a dare equilibrio e ordine alla squadra. Oltre al gol, convince per la capacità di riorganizzare il reparto e di gestire i tempi della manovra con maggiore lucidità. La sua evoluzione, anche alla luce dell’esperienza maturata al Villarreal, lascia intravedere un calciatore più maturo, capace di leggere meglio le situazioni e di assumersi responsabilità. La rete dà valore a una prova che cresce insieme al Napoli.
Mathías Olivera – 6
Non è una prestazione da copertina, ma è una prova di continuità. Resta dentro la partita per tutti i novanta minuti, controlla la propria zona e cerca di leggere in anticipo le intenzioni degli avversari. Nei momenti in cui la squadra fatica a trovare le distanze, non sempre riesce a dare una spinta decisiva alla manovra, ma evita anche di perdere il controllo della propria posizione. Il suo contributo è soprattutto legato alla disciplina tattica e alla capacità di mantenere un rendimento regolare. Una gara senza picchi particolari, ma sufficientemente solida.
Frank Anguissa – 6
Si intravedono segnali incoraggianti, soprattutto dal punto di vista fisico. Il camerunense sembra ritrovare progressivamente quella capacità di incidere sul centrocampo che lo rende prezioso nella gestione dei duelli e nella protezione del pallone. La sua presenza aiuta la squadra a guadagnare metri e a dare maggiore consistenza alla zona centrale, anche se il ritmo non è ancora quello dei giorni migliori. Per tornare a essere un riferimento costante servono continuità, equilibrio e una condizione che gli permetta di reggere l’intera partita. La prestazione lascia indicazioni positive, ma il percorso per ritrovare la piena brillantezza non può dirsi concluso.
Stanislav Lobotka – S.V.
Il centrocampista slovacco è costretto a lasciare il campo per infortunio, privando il Napoli di un riferimento importante nella gestione del pallone e nella costruzione del gioco. La sua capacità di dettare i tempi e dare equilibrio alla manovra azzurra resta fondamentale, ma lo stop non gli consente di incidere abbastanza per meritare un voto.
Scott McTominay – 7
Il centrocampista scozzese conferma la propria versatilità e si dimostra una risorsa preziosa in entrambe le fasi. Attacca gli spazi, aiuta i compagni a risalire il campo e, quando la partita lo richiede, si abbassa per offrire un sostegno aggiuntivo alla linea difensiva. La sua fisicità gli consente di partecipare ai duelli, mentre la disponibilità al sacrificio lo rende utile anche lontano dalla porta. È uno di quei giocatori che danno equilibrio senza rinunciare alla spinta offensiva. Una prova completa, nella quale mette in mostra intensità, duttilità e capacità di adattarsi alle necessità della squadra.
Matteo Politano – 7,5
Il primo tempo non è semplice: la pressione non è sempre efficace e il Napoli concede al Monza la possibilità di trovare spazi. Nella ripresa, però, cambia passo e diventa uno dei protagonisti della vittoria. Trova la rete e si rende decisivo anche sul terzo gol, firmando un assist da calcio d’angolo che premia la precisione del suo mancino. La sua prestazione cresce insieme a quella della squadra, con più iniziativa, maggiore incisività e una partecipazione costante alla manovra offensiva. Dopo Villareal arrivano segnali positivi, l’esterno sembra ritrovare fiducia e brillantezza. Il voto premia soprattutto l’impatto avuto in un momento delicato del match.
Rasmus Højlund – 7,5
Il centravanti danese interpreta il ruolo con concretezza e personalità. Si fa trovare pronto sotto porta, attacca gli spazi con tempi efficaci e non si limita ad aspettare il pallone: partecipa alla manovra, dialoga con gli esterni e prova a rendersi utile anche nella costruzione dell’azione. La sua capacità di muoversi tra i difensori avversari offre al Napoli un riferimento offensivo costante, fondamentale per trasformare il possesso in occasioni concrete. Quando viene servito nelle condizioni giuste, dimostra di avere l’istinto necessario per fare male. Una prova da attaccante vero, capace di unire presenza in area e disponibilità al gioco collettivo.
Noa Lang – 7
È una delle note più interessanti della serata. Porta ampiezza, cerca spesso l’uno contro uno e prova a mettere in difficoltà la difesa del Monza con iniziative palla al piede. La sua capacità di puntare l’uomo permette al Napoli di guadagnare campo e di aprire spazi per gli inserimenti dei compagni. Non trova il gol, ma il suo contributo non si esaurisce nella finalizzazione: accompagna la manovra, aiuta la squadra a salire e cerca soluzioni anche quando gli spazi si riducono. Una prestazione vivace, che conferma quanto possa essere importante avere un esterno capace di creare superiorità individuale e cambiare ritmo all’attacco.
Le sostituzioni
Kevin De Bruyne – 7,5
Entra e porta immediatamente in campo una qualità che pochi giocatori possono garantire. L’ex City legge le situazioni con anticipo, trova linee di passaggio che sembrano invisibili e riesce a mettere i compagni nelle condizioni migliori anche quando non ha tutto il tempo per guardare la porta.
Il suo gol aggiunge una firma d’autore a una prestazione di grande spessore tecnico: da quella posizione, con le sue qualità, non poteva sprecare l’occasione. Ma il suo contributo va oltre la rete, perché ogni pallone giocato può trasformarsi in un’opportunità per la squadra. Il belga si conferma un riferimento per fantasia, visione e capacità di incidere negli ultimi metri. Un ingresso che alza ulteriormente il livello della manovra offensiva.
Lorenzo Lucca – S.V.
Marianucci – 6
Una prova attenta, senza particolari sbavature. Si inserisce nella linea difensiva con ordine e cerca soprattutto di mantenere la compattezza del reparto, evitando interventi rischiosi e letture fuori tempo. Non è chiamato a compiti particolarmente appariscenti, ma risponde con disciplina e concentrazione alle richieste della partita. Il suo contributo si misura nella capacità di non perdere la posizione e di collaborare con i compagni nella gestione degli spazi. Una prestazione essenziale, che raggiunge la sufficienza grazie alla solidità mostrata nei minuti a disposizione.
Antonio Vergara – 6,5
Il ritorno dopo l’infortunio è una notizia positiva e il suo ingresso offre segnali incoraggianti. Prova ad accelerare quando trova spazio, cercando di dare dinamismo alla manovra senza forzare ogni giocata. Mostra intraprendenza, ma anche la giusta attenzione nel non eccedere con iniziative individuali in una fase della gara in cui la squadra deve mantenere equilibrio. Il suo obiettivo è ritrovare progressivamente ritmo e confidenza con il campo, e questa apparizione rappresenta un passo utile in quella direzione. Un rientro positivo, accompagnato da energia e voglia di mettersi a disposizione.
Billy Gilmour – 6
Chiamato a sostituire Lobotka, svolge il proprio compito con ordine e attenzione. Non cerca giocate complicate e privilegia le soluzioni più semplici, mantenendo il collegamento tra i reparti e contribuendo alla gestione del pallone. La sua prova è fatta soprattutto di equilibrio: limita gli errori, rispetta le posizioni e aiuta il Napoli a non perdere compattezza nella zona centrale.
Allenatore: Landucci – 7
La partita presentava più di un’insidia, soprattutto dopo un primo tempo nel quale il Napoli aveva mostrato difficoltà nella pressione e nella gestione delle situazioni difensive. La squadra, però, è riuscita a cambiare atteggiamento nella ripresa, aumentando l’intensità e trovando maggiore efficacia negli ultimi metri. I cambi hanno contribuito a dare nuove energie e qualità alla manovra, con De Bruyne capace di incidere e Gilmour chiamato a garantire ordine in mezzo al campo. Il merito dello staff è aver accompagnato la crescita della squadra senza perdere equilibrio, trasformando una gara difficile in una serata vittoriosa.