Aurelio De Laurentiis ha incontrato gli Aponte a Ginevra in due appuntamenti nella stessa giornata, uno a pranzo e uno a cena. Secondo La Repubblica, sul tavolo ci sarebbero il naming dello stadio e un possibile passaggio graduale delle quote del Napoli: il giornale lo riporta come ipotesi, non come trattativa accertata.
Il Corriere dello Sport precisa che il presidente ha visto Diego Aponte, figlio dell’armatore Gianluigi e proprietario di MSC insieme alla sorella Alexa. Il pranzo si è tenuto in ufficio, la cena a casa Aponte. MSC è main sponsor del Napoli e sul tavolo c’è un discorso di sponsorizzazione legato al nuovo stadio da costruire a Napoli Est, nell’ex area Q8.
La Gazzetta dello Sport parla di circa due ore di colloquio con Gianluigi Aponte e scrive che i due sono “Amici da anni, in rapporti di affari”. Per il momento, secondo il quotidiano, “si è ancora in una fase interlocutoria” e non ci sono accordi definitivi.
Secondo La Repubblica, la mossa arriva dopo lo stop con la cordata americana guidata da Matt Rizzetta, su cui era già uscito il vertice con Rizzetta. La cifra di oltre 2 miliardi di euro, rifiutata a marzo dal presidente, non sarebbe più sul tavolo: le richieste degli acquirenti si sarebbero abbassate a circa 1,3 miliardi.
Il piano prevedrebbe prima naming rights e partnership, con l’impianto intitolato al brand di famiglia: sarebbe la MSC Arena (o MSC Stadium), a fronte di una sponsorizzazione importante. Poi gli Aponte entrerebbero in società, con Diego Aponte, 49 anni e tifoso azzurro dichiarato, come interlocutore ideale. De Laurentiis avrebbe aperto pubblicamente alla cessione, con il desiderio di lasciare il club a un napoletano.
L’operazione ruoterebbe attorno all’acquisto dei 25 ettari dell’ex raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio, area ancora in bonifica, dove sorgerebbe uno stadio da 70mila posti con hotel e complessi commerciali. Sul tema era già uscito l’incontro a Ginevra con gli Aponte.
Nei piani del presidente la sinergia servirebbe a preparare la successione tra due anni, lasciandolo però al comando del Napoli. C’è il nodo con il Comune di Napoli: senza un’intesa formale con le istituzioni locali, Kuwait Petroleum non aprirà alla cessione dei terreni di Napoli Est.