Aurelio De Laurentiis ha aperto uno spiraglio sulla possibile cessione del Napoli, ribadendo ieri al TG5: «Se qualcuno paga i miei 25 anni di sforzi…». Il presidente azzurro non ha fornito cifre, ma ha sottolineato che lascerebbe solo se il suo percorso venisse riconosciuto appieno.
Secondo un’analisi pubblicata oggi, De Laurentiis non ha realmente intenzione di vendere nell’immediato e starebbe anzi seguendo una precisa strategia: il club è impegnato in una fase di investimenti strutturali, con la progettazione del nuovo centro sportivo e i lavori sull’ammodernamento dello stadio Diego Armando Maradona, in vista anche di eventuali competizioni internazionali. Il presidente azzurro sta lavorando per dotare il Napoli di strutture di proprietà all’avanguardia, con l’obiettivo di consolidare il valore e il brand societario.
L’ipotesi di un addio rapido viene così smentita dai fatti: "Chi ha davvero intenzione di smobilitare e cedere la mano non si impegna in progetti urbanistici e politici così complessi e logoranti", si legge nell’analisi. De Laurentiis userebbe la prospettiva della cessione più come provocazione verso la piazza e come strumento di pressione verso le istituzioni per accelerare l’iter dei permessi.
Nel frattempo, continue manifestazioni d’interesse per l’acquisto del club avrebbero raggiunto la proprietà, da investitori sia europei che americani. De Laurentiis, però, ha fino a oggi sempre rimandato al mittente ogni proposta, continuando a blindare la società.
Il "gioco al rialzo" sulla valutazione del Napoli, dunque, sarebbe iniziato, ma il club e la sua guida restano saldamente in mano alla famiglia De Laurentiis, almeno nel breve periodo.