Il deludente pareggio contro il Parma di fatto chiude la stagione azzurra.
Unica attenuante (in attesa di capirne i motivi): gli infortuni in serie.
È già tempo di bilanci per una stagione che ha registrato l’unica gioia nella vittoria della Supercoppa Italiana.
Mai come l’estate scorsa il Napoli ha speso tanto e presto nel corso del lungo mercato estivo.
Alla luce dei fatti, però, nessuna scelta è risultata particolarmente azzeccata.
Cominciamo dal capitolo portieri: grave errore aver accantonato Meret. Milinkovic-Savic non è più forte e a questo punto la società deve trovare un titolare per la prossima stagione.
Capitolo difensori: l’esperto e acciaccato Rrahmani resta insostituibile; quando manca, paghiamo dazio. Marianucci e Beukema non hanno mostrato qualità promettenti per il futuro.
Capitolo centrocampisti: i quattro insieme non devono più giocare, inutile girarci intorno. Ha senso puntare ancora in futuro su questo De Bruyne? Arriverà prima o poi un sostituto di Anguissa?
Capitolo attaccanti: a mio avviso è il reparto messo peggio. Lukaku ormai è fuori; Højlund è bravo ma non è quel cannoniere implacabile che serve a una squadra di vertice che gioca con una sola punta. Politano è alla frutta, Neres costante non lo è mai stato. Tra Alisson e Giovane solo uno ne terrei in rosa.
Insomma, ci aspetta una lunga estate. Manna, con risorse limitate rispetto all’anno passato, dovrà superarsi, con tante idee e intuizioni anche low cost. Senza dimenticare i tanti esuberi che probabilmente rientreranno dai presti.
Il nodo gordiano è sempre quello: Conte accetterà un ridimensionamento sul mercato e, soprattutto, avrà voglia di continuare a lottare per la maglia azzurra?
Convinceranno il presidente le sue argomentazioni in merito alla pessima Champions disputata e alla gestione della rosa?
L’importante è che si decidano in fretta, solo su chiarezza e unità di intenti potrà nascere una squadra solida e vincente.