Il Napoli ritorna a giocare di domenica alle 15:00 sul campo del Parma, ma prestazione e risultato deludente lasciano tanto amaro in bocca e chiudono di fatto una stagione cominciata male e praticamente già al capolinea.

Il Napoli aveva il dovere di vincere per coltivare l’esile speranza di contrastare l’Inter fino a maggio.
Invece, in campo si è vista una squadra distratta, lenta e senza soluzioni offensive.

Pronti via e Milinkovic-Savic già raccoglie la sfera dalla propria porta.
Gol lampo, frutto di una topica di coppia tra Juan Jesus e Buongiorno, che non contrastano il piccolo Strefezza, che nuovamente trova il colpo da biliardo contro gli azzurri.

Dopo la rete dei padroni di casa, 97 minuti (compresi i recuperi) di nulla, con un Napoli lento e orizzontale, incapace di creare pericoli alla retroguardia avversaria.

Chi ambisce a lottare stabilmente per le prime posizioni deve scendere in campo sempre concentrato, deve tirare fuori furore e attributi per capovolgere l’inerzia di una gara nata storta.
Serve qualità in avanti e schemi efficaci.

Non è possibile che i Campioni d’Italia uscenti vadano a sbattere continuativamente contro il muro dei ducali, senza creare una superiorità numerica, un cross pericoloso, una mischia in area o un tiro dalla media distanza.

Il Napoli la pareggia quasi per caso, con l’unico lampo di Højlund che serve McTominay per il tiro vincente, tra l’altro deviato in modo decisivo dal difensore.

Non basta: la gara scorre inutile fino al triplice fischio.
L’unico altro tiro, peraltro neutralizzato facilmente da Suzuki, arriva solo nel recupero, ad opera di Alisson.

Impossibile non criticare le scelte di Conte.
Ci costerà caro, in sede di mercato, l’ostracismo verso Meret, che vorrà andare via a prezzo di saldo, e Beukema, già ampiamente deprezzato.

Il Napoli non può giocare con Juan Jesus titolare fisso.

Tatticamente, poi, ormai è acclarato che i quattro centrocampisti insieme si pestano i piedi. McTominay con De Bruyne in campo non trova spazi e collocazione: ormai è un dato di fatto.

Tanti non sembrano all’altezza, o ormai al capolinea. Conte dovrà essere chiaro sulle sue intenzioni il prima possibile.