Al termine della gara l’allenatore azzurro Antonio Conte, sollecitato dai giornalisti, è tornato a parlare del suo futuro.
Sostanzialmente nulla di nuovo rispetto a quanto dichiarato recentemente: la sensazione è quella di un rapporto probabilmente destinato a durare ancora, mentre il momento del fatidico faccia a faccia tra il presidente e l’allenatore sembra avvicinarsi sempre di più.
Sono le conseguenze, purtroppo, della piega che ha preso la stagione, che non ha più molto da dire. Il Napoli ha il dovere di provare a vincerle tutte, nonostante il posto per la prossima Champions League sembri abbastanza a portata di mano, mentre appare estremamente improbabile una rincorsa alla posizione di vertice.
Anche l’uscita ai rigori contro il Como dalla Coppa Italia ha contribuito a rendere poco attraente il percorso da qui a maggio. Spazio quindi alle anteprime sul futuro e a cosa si diranno Conte e De Laurentiis.
Il contesto è ben diverso dall’anno passato: allora il mister aveva compiuto un vero miracolo sportivo ed era seriamente corteggiato da altri clubs. Insomma, non c’era molto da discutere, ma solo da convincere — investimenti alla mano — il tecnico a restare. Stavolta, invece, la stagione che va a terminare non è stata felice come la precedente: il minimo sindacale del piazzamento per la prossima Champions è stato arricchito soltanto dalla — comunque ottima — vittoria della Supercoppa Italiana.
Conte dovrà dare conto alla società della deludente stagione europea e spiegare quanto abbiano inciso sull’enorme numero di infortuni i suoi metodi di lavoro e le mancate rotazioni quando potevano essere fatte.
Il mister è tutto meno che sprovveduto: di sicuro avrà fatto tesoro di esperienze ed errori, ma dovrà dimostrare di non ripeterli. Probabilmente, però, il punto cardine della questione sarà un altro. Il Napoli ha sperperato troppi soldi in scelte di mercato rivelatesi sbagliate, e questa volta Conte non potrà pretendere carta bianca e rubinetti completamente aperti.
La società non potrà spendere quanto investito nelle ultime due sessioni, e avrà diversi casi spinosi da risolvere: i probabili rientri dei deludenti Lucca e Lang, il possibile addio di uno o più big — Lobotka o Anguissa i primi indiziati — e il probabile sacrificio, per ingaggio ed età, di Lukaku.
Insomma, prima avverrà l’incontro, prima si potrà lavorare davvero per la prossima stagione.
Una cosa sola è imprescindibile: le parti devono essere trasparenti e pienamente convinte della scelta che andranno a fare.
Il Napoli deve tornare a primeggiare in Serie A e fare strada in Europa il prossimo anno: un allenatore polemico davanti ai microfoni a fine mercato, o una società che non lo difende a spada tratta, sono errori che non si possono commettere.