Il napoletano Vergara e il brasiliano Alisson Santos sono, finora, le vere novità positive della stagione azzurra.

In un’annata cominciata con uno scoppiettante mercato estivo, rappresentano gli unici volti nuovi che si stanno davvero facendo valere.

Nel calcio, come nella vita, le circostanze — positive o negative che sianodisegnano percorsi completamente diversi.
C’è voluta mezza squadra in infermeria per sciogliere le briglie a Vergara: solo allora si è capito che, dopo tanta gavetta in B, può davvero ritagliarsi un ruolo significativo nella rosa azzurra.

I calciatori, prima o poi, bisogna avere il coraggio — o la necessità — di schierarli in campo.

Battezzato inizialmente come centrocampista, Vergara sta costruendo il suo percorso come esterno offensivo, mettendo in mostra talento, corsa e una buona prestanza fisica.

Adesso, però, è il momento di consolidare le prime buone impressioni, di trovare continuità di rendimento e di non provare sempre a strafare in campo.

Non lo aiutano certo le troppe aspettative, le parole del procuratore — che, sia chiaro, fa semplicemente il proprio mestiere — e neppure le voci su una possibile convocazione in Nazionale.
Un’ipotesi che nasce anche dal fatto che il calcio italiano vive una fase di profonda crisi di gioco e di talenti, con Gattuso, messo lì in fretta, ancora alla ricerca di soluzioni.

Discorso analogo per Alisson Santos, che ha mostrato dribbling, imprevedibilità e rapidità, qualità arricchite da un buon fiuto per il gol.

Ma andiamoci piano: anche lui non è più un ragazzino e, finora, non ha mai giocato stabilmente da titolare.

Il Napoli ha bisogno di tante alternative valide e, dopo diversi errori di valutazione — sia tecnici che comportamentali —, di qualche colpo di fortuna. Impossibile, in questo senso, non citare ancora i casi di Lucca e Lang.

Tutti ci auguriamo che Vergara e Alisson Santos possano rappresentare il futuro azzurro, ma lasciamoli crescere senza caricarli di aspettative eccessive.