Il Napoli di ieri sera ha vinto fortunatamente, con l’improvviso ruggito del vecchio campione a tempo scaduto, contro la peggior squadra — da almeno un mese già virtualmente retrocessa — dell’intero torneo.
Di buono ci teniamo, e salutiamo con soddisfazione, i tre punti conquistati. Ma di positivo, o almeno di salvabile, c’è poco o nulla. Ed è giusto rimarcare tutto ciò che di negativo ha proposto la trasferta di Verona.
La squadra di Antonio Conte ha sempre faticato a sviluppare in modo continuativo un gioco veloce e pericoloso. Con le pesanti assenze — ormai una tassa fissa da pagare alla sfortuna fino al termine della stagione — il problema si è acuito, e le prestazioni opache, lente e senza lampi si sono moltiplicate.
Quest’anno sono poche le gare veramente all’altezza — quasi tutte contro le prime della classe — e molte di più quelle scialbe e deludenti.
Pesano le assenze, certo, ma incidono anche il modulo e, soprattutto, le soluzioni che si devono trovare e provare in allenamento. Così come la preparazione delle partite e le consegne affidate ai giocatori.
Il mister, in questo momento, ha a disposizione una squadra da sesto-settimo posto, non di più: inutile illudersi. Ma ciò dovrebbe bastare e avanzare per conservare un’impronta di gioco riconoscibile e per battere senza patemi i derelitti scaligeri.
Invece il Napoli produce pochissimo e cade spesso nel buco nero di uno sterile e lento possesso palla orizzontale. Non si è scrollato di dosso nemmeno la “sindrome di Copenaghen” e quel secondo tempo che ci ha impedito di giocare altre due gare di Champions: è una squadra incapace di conservare il vantaggio, di congelare la partita, di capire quando il risultato va difeso a spada tratta e la concentrazione è fondamentale.
In un modo o nell’altro riesce sempre a complicarsi la vita e, a Verona, solo grazie alla prodezza di Romelu Lukaku ha — almeno momentaneamente — scongiurato una crisi ancora più preoccupante. È rimasto un solo obiettivo: il posto Champions, oggetto del desiderio di almeno sei squadre. Gli azzurri devono darsi una scrollata e conquistare, nelle tante giornate che ancora mancano, tutti i punti necessari.