Mancano meno di ventiquattrore al termine del calciomercato di gennaio.
Sessione di sofferenza per la società azzurra costretta a muoversi a saldo zero. Strano che la società economicamente più sana del campionato non abbia potuto operare liberamente, al contrario di molte altre pesantemente indebitate.
Tira una brutta aria per il sodalizio del presidente Aurelio De Laurentiis, lo aveva anticipato in tempi non sospetti Conte, lo stiamo toccando con mano tra arbitri distratti, calendari assurdi e, non ultima la limitazione di cui sopra.
Purtroppo la lotto contro i mulini a vento è esercizio difficile e, soprattutto, improduttivo.
Comunque qualche volto nuovo questa sessione lo ha portato: dopo Giovane do Nascimento dal Verona, un altro attaccante brasiliano arriva in azzurro: dallo Sporting di Lisbona in prestito con diritto di riscatto conosceremo da vicino Allison Santos.
Onestamente non sono nomi che scaldano i cuori. Il primo ha giocato solo venti partite con il Verona ed è stato pagato quanto un calciatore già fatto e finito. Il secondo – fortunatamente direi, e spero vivamente di sbagliare – è stato preso solo in prestito secco, senza obbligo, e potrà quindi essere valutato senza l’assillo dell’investimento fatto in fretta e furia.
Magari risolveranno i problemi offensivi del Napoli, rimpiazzeranno adeguatamente il georgiano ancora senza eredi e realizzeranno quei gol mancati a Lang e Politano.
Difficile che la società faccia altre operazioni ora che non è risultata drammatica la diagnosi sull’infortunio a Di Lorenzo.
Il mercato vero resta sempre quello estivo, ed il nostro è stato drammaticamente inefficace.
Tutti bocciati i nomi inseguiti – e pagati tanto – appena sei mesi orsono.
Lang parcheggiato al Galatasaray e Lucca al Nottingham Forest sono i casi più clamorosi, seguiti da Beukema che non gioca nemmeno in piena emergenza.
I primi due, a meno di un rendimento clamoroso – oggi difficilmente ipotizzabile – che possa convincere i due club ad investire le cifre importanti previste dal diritto di riscatto, torneranno a Napoli in estate e, in caso di permanenza di Conte sulla panchina azzurra, sarebbero i primi costosi esuberi nella nuova rosa.
Il difensore olandese invece deve in qualche modo ritrovarsi e convincere l’allenatore a farlo giocare; ieri, dopo l’infortunio del capitano, la difesa a tre era tutta composta da calciatori di piede sinistro (J. Jesus, Buongiorno ed Oliveira), cosa forse passata abbastanza inosservata, ma oltremodo strana.
Insomma mercato oneroso e deludente in estate, dimesso a gennaio. Per il prossimo anno la musica dovrà necessariamente cambiare.
Premesso che saranno semplicemente necessari gli introiti per la qualificazione in Champions e che tanto dipenderà dalla permanenza o meno di Conte sulla panchina azzurra, la squadra dovrà essere svecchiata, oltre che rinnovata e migliorata.
De Bruyne potrebbe cedere alle sirene arabe, come Lukaku e Politano. Una seria riflessione la farei anche su Neres, decisivo solo a sprazzi e purtroppo soggetto a stop frequenti.
Serve sempre – e chissà se stavolta si riesca finalmente a prendere – il vice Di Lorenzo, qualche centrocampista in attesa anche delle decisioni di Anguissa, e capire chi sarà in grado di segnare oltre Højlund, e chi tra i due nuovi brasiliani sarà meritevole di essere riconfermato.
L’impressione è che il Conte uomo di campo sia notevolmente più bravo del Conte manager che guida il mercato della società. Auspicabile l’arrivo di un direttore sportivo di maggior peso ed esperienza.
Intanto alla spina dorsale della squadra, cioè a quel gruppo su cui ripartire ad occhi chiusi, composto dai due portieri, il capitano, Rrhamani e Buongiorno, Lobotka e McTominay, e il centravanti Højlund, si stanno prepotentemente aggiungendo un altro paio di pedine: Gutierrez finalmente convinto e decisivo e il napoletano Vergara, rivelatosi calciatore vero, di piede e di corsa notevoli.