Non bastano i resti del Napoli per fare risultato a Torino contro la Juventus.
Gara generosa e di personalità dei pochi ancora abili e arruolabili della rosa, ma risultato negativo che apre ad ulteriori considerazioni.
Il Napoli non ha giocatori da far ruotare, in campo sempre gli stessi – ormai del tutto spompati – e non ci si può attendere un sostanziale aiuto da questi ultimi giorni di mercato, ne il recupero immediato di qualche pedina importante.
Quarto posto a serio rischio, con le milanesi ormai irraggiungibili, Roma e Juventus addosso e Como desideroso di fare l’impresa. Quattro o cinque squadra – nel caso Atalanta o Bologna riescano ad accorciare – per soli due posti, con un Napoli fiaccato e indebolito da infortuni e grossi equivoci di valutazione.
La squadra di Conte non sfigura allo Stadium, almeno fino a quando Juan Jesus si ricorda di quando era solo la quinta scelta e serve in orizzontale Miretti che avvia il raddoppio di Yldiz. Lotta impari comunque: Conte fa fatica a metterne undici in campo. Viene fuori la solita gara di sostanza e personalità, macchiata dal finale arrendevole e da alcuni episodi sfavorevoli.
Serie di errori per il vantaggio bianconero con McTominay che respinge all’indietro, Juan Jesus che non accorcia e Spinazzola che non contrasta il marcatore David. Per il resto è il Napoli a fare la partita: solita squadra alta e propositiva, ma completamente spuntata in avanti. Vogliamo gettare la croce addosso a McTominay e Højlund, gli unici che potrebbero segnare in questa squadra, apparsi invece letteralmente spenti dopo troppe gare consecutive? Non è il caso adesso, ma a breve il presidente dovrà fare una seria riflessione sulle scelte di mercato, la gestione della rosa, gli infortuni ed i tempi di recupero.
Comunque a vincere in modo limpido i nostri avversari non ci pensano proprio; la partita – e una pezzetto del ns campionato – finiscono al minuto trentanove, quando su cross dalla sinistra sia Højlund (in modo clamoroso da Bremer) che Vergara da Kalulu vengono atterrati a due passi dalla porta. L’arbitro si guarda bene dall’intervenire, mentre in sala VAR evidentemente sono in pausa caffè. Questo è l’episodio che decide la partita di fatto. Nella ripresa il generoso Napoli non ha la forza di bucare la difesa juventina; Spalletti suda in panchina e ruota i suoi, Conte può solo gettare nella mischia l’incolpevole e impalpabile Giovane.
Come detto è grave l’errore di Juan Jesus che apre ad un finale di gara mortificante e immeritato.
Mercoledì si gioca la Champions e il Napoli ha gli ultimi scampoli di speranza per non caratterizzare in modo veramente negativo la stagione.
Da stasera definitivamente si saluta il tricolore e si deve lottare allo spasimo per il posticino Champions, fondamentale per la prossima stagione.
Da maggio ci sarà tempo per i doverosi processi interni, mentre ci si avvia ad una sempre più probabile nuova rivoluzione estiva.