Contro il Sassuolo di buono c’è solo il risultato

Il Napoli ha battuto ieri sera, nell’anticipo pomeridiano al Maradona, il Sassuolo e conquistato tre punti dopo i deludenti pareggi contro Verona e Parma.
Il risultato è l’unica buona notizia della giornata: in campo la squadra è sembrata in grosse difficoltà, sia atletiche che di tenuta mentale; il poco gioco prodotto si è visto solo a sprazzi, e nella prima parte del match.

E meno male che la gara sia stata sbloccata subito, con Lobotka nuovamente a segno dopo tre anni, e che i neroverdi guidati da Fabio Grosso prediligano il gioco offensivo invece che la solita tattica ostruzionistica e prettamente difensiva che solitamente subiamo in casa.

La notizia peggiore è che si sono registrati altri guai fisici: ancora calciatori costretti al cambio, con Rrahmani e Politano alle prese con noie muscolari e probabilmente fuori per almeno le prossime due partite.
Brutto affare, proprio adesso che la stagione richiede il massimo sforzo per conquistare la qualificazione al turno eliminatorio di Champions League e tenere dietro Juventus e Roma, ormai vicine e desiderose di arrivare tra le prime quattro. Inutile illudersi e pensare ad altro: è ampio il divario con l’Inter, ed il Milan sta andando troppo oltre le aspettative.

Resta un chiaro dato di fatto che gli azzurri, in questo momento, non riescono a tenere il passo delle milanesi. D’altronde è inutile negarlo: Conte ha gli uomini contati e gente che sta provando a tenere la barca in linea di galleggiamento come McTominay e Højlund non ha alternative, è stata super sfruttata ed è a serio rischio di fermarsi.

Stagione di sofferenza dall’inizio

Stagione tribolata finora, e obiettivi vitali – qualificazione alla prossima Champions in primis – a rischio.

Sono sostanzialmente tre i motivi di tante, inaspettate, difficoltà.
Al primo posto, per distacco, ci sono gli infortuni, che hanno caratterizzato il percorso della squadra, gravi e reiterati come mai visto prima. Lukaku, De Bruyne, Anguissa e Gilmour, solo per citare i lungodegenti, non si possono regalare a nessuno.

Si tratta quasi sempre di traumi muscolari, anche per tanti altri come Buongiorno, Rrahmani, Spinazzola e Lobotka, che in questi mesi hanno saltato gare su gare.
Improduttivo e dannoso fingere che sia una tendenza dettata solo dalla casualità. La società avrebbe già dovuto individuare le cause dei troppi stop e porvi rimedio.
Impossibile non sollevare dubbi sulla preparazione estiva e sui carichi di lavoro settimanali. Prendersela con la sfortuna è solo il modo più semplice per nascondere la testa sotto la sabbia.

Campagna acquisti finora fallimentare

Il secondo aspetto da considerare è l’ormai acclarato fallimento della campagna acquisti. Il Napoli non ha badato a spese e ha rinforzato, anche numericamente, tutti i reparti. Peccato che le scelte si siano rivelate sbagliate: giocatori strapagati che finora hanno tradito sia dal punto di vista tecnico sia da quello mentale, rivelandosi clamorosamente acerbi per una grande squadra.

I rumors sussurrano di una crescente insoddisfazione del presidente, e come dargli torto dopo i cospicui investimenti estivi.
Di certo lo staff tecnico, a partire da Conte, dovrà spiegare le prestazioni e l’inserimento dei vari Lucca, Lang e Beukema, solo per citare i casi più clamorosi: calciatori fortemente voluti e presi a inizio mercato, a prezzi tutt’altro che di saldo.

Intanto il mercato di gennaio è praticamente fermo: la società, economicamente più sana, non può fare operazioni senza prima vendere. Un modo semplice per impedire di porre rimedio, almeno parziale, agli errori estivi. Piazzare qualcuno senza rimetterci troppo è impresa ardua per Manna, anche dal punto di vista degli ingaggi. I calciatori che a Napoli non hanno contribuito alla causa, sono inavvicinabili per la maggior parte dei clubs. Certo, il presidente avrebbe potuto ricapitalizzare, ma come pensare di chiedergli un ulteriore sforzo dopo le ingenti spese estive, senza mai dimenticare che il Napoli è l’unica squadra di vertice che non ha alle spalle un colosso finanziario.

Anche Conte è nel mirino della critica

Infine, come non muovere critiche all’operato del pur osannato allenatore Conte? Gli azzurri in questo anno e mezzo non hanno mai brillato per il bel gioco, ma resta grave non essere mai riusciti a trovare trovare soluzioni contro squadre che al Maradona vengono solo a difendersi.

Come poi tacere la delusione sull’approccio al doppio impegno, con partite deludentissime a Eindhoven e a Lisbona, senza dimenticare le pessime uscite a Torino contro i granata, a Bologna e a Udine.

Molto discutibile anche la gestione delle rotazioni, con giocatori spremuti fino a renderli irriconoscibili in campo. Al netto delle defezioni, in alcuni ruoli un minimo di scelta c’è sempre stata nel corso della stagione; invece, le decisioni dello staff tecnico hanno sovraccaricato, ad esempio, Rrahmani, Spinazzola e Politano, con i vari Beukema, Oliveira, Gutierrez, e per lungo tempo Neres e Lang, spesso inutilizzati e dimenticati in panchina.