Prima partita dell’anno e Napoli impegnato per la diciottesima giornata di andata (agli azzurri resta da recuperare, per gli impegni di Supercoppa, la gara contro il Parma) a Roma, sponda Lazio.
L’orario è quello scomodo delle 12:30, poco gradito ai giocatori – non abituati a fare colazione con la pastasciutta – e a chi li segue, con il rischio, in caso di risultato negativo, di rovinare pranzo e pomeriggio domenicale.
Conte è costantemente alla ricerca di soluzioni efficaci e stabili, di quell’“equilibrio” che ama spesso richiamare. Quando lo trova, prosegue su quella falsariga fino a quando situazioni di emergenza o il responso del campo non lo costringono a cambiare.
Ecco, quindi lo stesso undici visto contro la Cremonese e nelle vittoriose gare disputate in Arabia.
Il mister ha trovato le risposte giuste con la “catena” di sinistra composta da Juan Jesus, Spinazzola ed Elmas, e con Di Lorenzo, Politano e Neres sull’altra corsia.
Per il resto, la squadra si completa rapidamente: Milinković-Savić è una scelta obbligata in porta (finalmente si è rivisto Meret in panchina), spina dorsale con Rrahmani, Lobotka e Højlund, infine McTominay, ormai tuttocampista acclarato.
La Lazio è diventata una recente bestia nera per il Napoli: non perde da cinque partite contro gli azzurri e, lo scorso anno, è stata capace di pareggiare in campionato (a tempo praticamente scaduto) e di vincere con autorità in Coppa Italia, contro le riserve schierate da Conte.
Oggi, invece, il divario è evidente già nella lettura delle formazioni. Castellanos ha fatto le valigie e, in attesa del mercato, Sarri deve affidarsi a Noslin, con Vecino out all’ultimo momento e Pedro in panchina, uno dei pochi della rosa in grado di provare a fare la differenza.
Gara a senso unico sin dalle prime battute. Possesso palla e controllo del gioco sono saldamente nelle mani azzurre.
La Lazio si schiaccia immediatamente all’indietro e soffre aggressività, palleggio e corsa degli uomini di Conte.
Sarri, come di consueto, predilige l’occupazione degli spazi e non si avventura in duelli uomo contro uomo. La differenza è palese e il Napoli prevale sia dal punto di vista tecnico che fisico, anche grazie a una ritrovata condizione atletica.
L’incertezza dura appena mezz’ora: il tempo di segnare due reti con l’ottimo Spinazzola e il sempre prezioso Rrahmani. In pratica, la gara termina lì, ben prima dell’intervallo.
Finalmente, con la girata di testa di Rrahmani, il Napoli torna a segnare su calcio piazzato: una fase di gioco troppo spesso trascurata – soprattutto sui corner – nonostante la squadra sia dotata di ottimi colpitori di testa.
Alla Lazio resta solo la frustrazione, che si trasforma in falli e nervosismo; agli azzurri, ancora una volta, l’unico appunto possibile è la mancanza di cinismo sotto porta. Stavolta è Elmas a divorare un paio di occasioni clamorose.
In sintesi, una gara che scivola via in totale sicurezza.
La brutta notizia di giornata è l’uscita di Neres: dal campo sembrava un colpo alla tibia, ma il comunicato della società parla di trauma alla caviglia. Domani gli esami strumentali chiariranno l’entità dell’infortunio: una grossa grana in vista della trasferta di domenica a Milano contro l’Inter.