Tra le tante qualità di mister Conte, provate dai numerosi titoli conquistati, non rientra certo la gestione del doppio impegno settimanale e, più in generale, l’approccio alle gare internazionali, Champions in testa.
Pessimo il percorso della squadra azzurra fuori dai confini nazionali, con le trasferte di Amsterdam, Lisbona e Copenaghen difficili non solo da digerire, ma anche da capire e argomentare.
Ormai la frittata è fatta; fa rabbia pensare ai soldi persi e al tabellone delle squadre qualificate per i playoff, dove spiccano – oltre a tutte le altre italiane – compagini più che abbordabili come Olympiakos, Bruges e Qarabag.
Pazienza: si deve guardare avanti e il Napoli, nonostante sia ormai perennemente incerottato e stanco, contro Chelsea e Fiorentina ha comunque sciorinato prestazioni di carattere e sostanza.
Peccato che la porta avversaria si continui a vedere poco e che senza Rrahmani i gol si subiscano, sempre e comunque.
Ora, volgendo lo sguardo all’aspetto positivo dell’eliminazione, si potranno preparare con un minimo di tranquillità le prossime uscite, a cadenza settimanale, e focalizzarsi al meglio sull’obiettivo principale e necessario: la qualificazione – e i relativi introiti economici – alla prossima Champions League.
Intanto, anche se continuiamo a perdere pezzi, con il capitano Di Lorenzo che probabilmente eviterà la sala operatoria, ma tornerà comunque non prima di marzo inoltrato, qualcuno a breve dovrebbe rientrare. Nella fattispecie, Mazzocchi, Rrahmani e – si spera – Anguissa potrebbero essere convocati per la sfida contro il Genoa di sabato prossimo.
Obiettivo quarto posto, quindi: inutile pensare adesso ad altro. Anzi, per una lotta che coinvolgerà almeno cinque squadre per soli tre posti, gli azzurri devono guardare e puntare al secondo posto, al momento detenuto dal Milan e distante solo tre punti.
Dare il massimo significa farsi trovare pronti nel caso l’Inter decida di rendere più avvincente il finale di campionato ed evitare sfide punto a punto con chi, in un modo o nell’altro, ogni anno riesce a chiudere nelle prime quattro.